È importante la visita andrologica nelle diverse età per rintracciare varie patologie
Il ruolo dell’andrologo per gli uomini può essere visto come quello del ginecologo per le donne. È abitudine purtroppo credere che l’apparato genitale maschile sia particolarmente forte e resistente, riducendolo spesso al solo pene, mentre è composto da più organi, in un insieme complesso e delicato, che può presentare diverse alterazioni o andare in contro a diverse patologie. Inoltre nella pratica clinica per ogni patologia esiste un’età ottimale per la sua individuazione precoce che deve coincidere con l’età migliore per un tempestivo intervento terapeutico e questo concetto è applicabile anche all’Andrologia.
La visita da un andrologo è il modo migliore per controllare e sapere ciò che vogliamo in modo preciso e corretto sullo stato di salute dei nostri organi genitali. L’ideale sarebbe quindi fare la prima visita dall’andrologo già nell’infanzia, perché eventuali anomalie negli organi sessuali si manifestano molto precocemente ed è bene trattarle il prima possibile per evitare eventuali effetti negativi sulla futura fertilità. In questa età bisogna controllare che i testicoli siano normalmente scesi nello scroto e quindi non ci sia criptorchidismo. Inoltre, bisogna verificare che non ci siano alterazioni del pene e del meato uretrale, e che non vi sia fimosi.
La visita nel periodo della pubertà serve a verificare che non vi siano problemi di sviluppo degli organi sessuali o patologie come il diffusissimo varicocele, che può incidere sulla fertilità futura. A questa età è possibile anche la comparsa di ginecomastia, l’aumento cioè nel giovane del volume della ghiandola mammaria.
Altra tappa importante è la visita alla fine dello sviluppo, verso i diciotto anni. A questa età l’andrologo può verificare che lo sviluppo sia completo, che non vi siano alterazioni della del pene, come il recurvatum congenito, che non sia comparso il varicocele e soprattutto che non vi siano segni di comparsa del tumore al testicolo, uno dei tumori che colpiscono più frequentemente i giovani fra i 15 e i 35 anni.
Delle visite di controllo a questa età possono essere anche l’occasione in cui scoprire come si può preservare la salute dei organi riproduttivi, prevenendo le malattie sessualmente trasmissibili e controllando gli stili di vita nocivi per la vita sessuale e riproduttiva, come un'alimentazione non equilibrata o l’abuso di fumo, alcolici, droghe o sostanze dopanti.
Negli adulti è importante ricercare segni e sintomi di infezioni legate all’attività sessuale, di alterazioni della fertilità, e soprattutto di disfunzioni sessuali, come i disturbi dell’erezione, e di disturbi ormonali tipici della terza età.
È noto ormai come la funzione erettile sia un importante indicatore di salute maschile generale e non solo sessuale. Infatti la comparsa di problemi di erezione può precedere anche di anni una patologia molto più grave di tipo cardiovascolare o metabolica o esserne il segno di una progressione.
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