Sul web le informazioni sul periodo di astinenza per avere più possibilità di fecondare sono contrastanti
Se si cercano su Internet informazioni sulla frequenza dei rapporti sessuali e su quanti giorni devono passare tra un’eiaculazione e la successiva per avere un liquido seminale con le migliori caratteristiche possibili si trovano spesso consigli contrastanti. Questo succede spesso anche quando si vanno a paragonare le indicazioni ricevute durante una visita medica specialistica o per l’esecuzione dello spermiogramma nei laboratori. Tutto ciò può creare confusione e smarrimento nella coppia che si appresta a cercare di avere una gravidanza o che sta seguendo un percorso diagnostico e terapeutico per ottenerla.
Per fare chiarezza bisogna forse separare la necessità dell’astinenza sessuale su due piani: quella necessaria per una raccolta del liquido seminale a scopo diagnostico, come per lo spermiogramma, e quella necessaria per avere più probabilità di gravidanza durante il periodo fertile femminile.
Per quanto riguarda una corretta raccolta del liquido seminale per lo spermiogramma, le indicazioni ci arrivano direttamente dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, cioè l’Istituzione più autorevole in campo medico-sanitario nel Mondo, che ci indica come periodo necessario di astinenza sessuale prima della raccolta dello sperma da un minimo di due e massimo sette giorni. Per astinenza sessuale si vuol indicare qualsiasi tipo di eiaculazione, sia per rapporto ma anche per masturbazione o spontanea. Un liquido seminale ottenuto in un periodo diverso potrebbe avere delle caratteristiche alterate per cui la risposta dello spermiogramma non essere attendibile e veritiera dello stato abituale di fertilità di quell’uomo.
Indicazioni così precise in realtà valgono solo per la raccolta del liquido seminale, mentre invece per molto tempo, sbagliando, si è imbrigliata la vita sessuale di molte coppie alla ricerca della gravidanza con indicazioni sulla tempistica dei rapporti troppo strette e forse non necessarie ma anzi dannose.
Già gli effetti del sapere di avere problemi di fertilità e degli accertamenti e terapie che spesso devono essere intrapresi possono essere molto pesanti da creare una vera e propria “crisi di infertilità”, in cui la coppia spesso sperimenta ansia, frustrazione, crollo dell’autostima, senso di inadeguatezza e difficoltà interpersonali nel contesto sociale, ma molto spesso insorgono problemi sessuali e conflittualità all’interno della relazione. La sfera della sessualità può essere infatti la più colpita e il sesso perde il suo aspetto piacevole e ricreativo, diventando un dovere finalizzato alla procreazione, anche a causa di indicazioni troppo “strette” ed “invasive” date dal medico.
Rapporti il più frequente possibile o con periodi di pausa di più giorni? La risposta a questa classica domanda è avere rapporti il più liberi possibile con solo qualche indicazione generale. Con una media di 2-3 rapporti a settimana si ha sicuramente una buona probabilità di gravidanza, magari aumentando la frequenza in quella finestra durante il ciclo femminile in cui dovrebbe avvenire l’ovulazione. Anche se si hanno rapporti più frequenti, anche quotidiani, va bene e le probabilità non cambiano in negativo, soprattutto se l’uomo non presenta alterazioni specifiche allo spermiogramma. Sicuramente però lunghi periodi di astinenza non aiutano, anzi in alcuni casi la qualità degli spermatozoi potrebbe risentirne, è quindi sono sconsigliati.
Alcune indicazioni più precise potrebbero nascere solo da eventuali alterazioni specifiche che l’andrologo può individuare nell’esame del liquido seminale o negli accertamenti diagnostici, come l’ecografia testicolare e vescicolo-prostatica, a cui l’uomo si sarà eventualmente sottoposto.
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