Se i farmaci non bastano, può essere necessario il ricorso al bisturi. Ma non tutti riescono a risolvere il problema
In caso di un dolore cronico al testicolo è importante per prima cosa andare per gradi nelle indagini da effettuare. L'andrologo deve essere cauto nel fare manovre diagnostiche invasive ed aggressive, dalle quali possono originare complicanze e soprattutto aumentare lo stress per il paziente.Individuare le cause. Una completa e attenta anamnesi, cioè la storia clinica del paziente, ed esame obiettivo sono il primo passo per valutare il soggetto con dolore cronico del testicolo. Bisogna individuare, se possibile, l’inizio del dolore e delle eventuali cause che lo hanno causato, come traumi, interventi chirurgici ed infezioni, il punto in cui il dolore compare, di che tipo è (pressorio, alla spremitura, bruciore), la relazione con alcune condizioni come esercizio fisico e postura, e le eventuali circostanze in cui il dolore scompare. Bisogna indagare altri possibili sintomi come un’eiaculazione dolorosa, problemi di erezioni ed emospermia, cioè presenza di sangue nello sperma. All’esame obiettivo è estremamente importante evidenziare eventuali alterazioni dei genitali, dei testicoli della sacca scrotale o del pene.
Le analisi di prassi. Poi si passa ad effettuare una serie di prime analisi, un’urinocoltura ed una spermiocoltura per cercare microrganismi che possono essere causa di infezioni. Devono poi essere effettuate un'ecografia con color Doppler dello scroto, della prostata e del tratto urinario per mettere in evidenza eventuali alterazioni di queste strutture. Insieme a queste devono essere fatte anche analisi del sangue e delle urine routinarie.
Una soluzione non per tutti. Generalmente su il 75% dei pazienti l'andrologo riesce a trovare una causa scatenante il dolore testicolare cronico. Purtroppo, però, nel restante 25% non è possibile. In ogni caso, il trattamento del dolore testicolare cronico deve assolutamente prevedere un approccio interdisciplinare di tipo medico, psicologico e chirurgico. Anche una visita psicologica in alcuni casi può essere utile per la diagnosi e soprattutto come supporto al paziente.
Dai farmaci alla chirurgia. Il trattamento è inizialmente attraverso l’uso di terapia prettamente medico-farmacologica. Se quindi questi trattamenti non dovessero portare ad uno stabile miglioramento nel tempo, è comune accordo che il passo successivo sia l'intervento chirurgico.
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