Una anomala e persistente erezione del pene che duri più di quattro ore può causare danni al pene
Un'erezione persistente ed anomala del pene, involontaria e non dovuta ad un normale stimolo sessuale è detta “priapismo”. Questa condizione di erezione continua può causare danni importanti e permanenti al pene, anche se è un’evenienza rara.
Il priapismo si classifica in ischemico ed in arterioso. Il priapismo ischemico è, il più delle volte, idiopatico, cioè dovuto ad una causa sconosciuta. Il priapismo arterioso è dovuto ad un flusso di sangue nel pene non correttamente regolato. Soprattutto avviene dopo un trauma penieno, per esempio durante l’attività sessuale o sportiva, che ha comportato una lacerazione di un’importante arteria del pene. Il medico quindi deve intervenire per eliminare l’erezione, definita detumescenza peniena, ma soprattutto la conservazione della funzione sessuale a lungo termine.
Diverse malattie sistemiche e terapie farmacologiche sono associate a questa condizione. La causa più frequente del priapismo è infatti l’iniezione peniena di farmaci vasoattivi come le prostaglandine, che vengono usate sia nella diagnosi di alcune patologie peniene o come trattamento della disfunzione erettile.
Più tempo passa dall’inizio della tumescenza e meno efficace saranno le procedure terapeutiche. Lesioni peniene importanti e irreversibili si presentano se sono trascorse più di 12 ore.
Ma che differenze ci sono tra i due tipi di priapismo? L’assenza di dolore potrebbe indicare un priapismo arterioso perché dovuto ad un iperafflusso di sangue arterioso e quindi ossigenato, mentre una sensibilità marcata o vero e proprio dolore potrebbero indicare che il priapismo è di tipo ischemico. Inoltre in caso di priapismo arterioso il pene può essere parzialmente in erezione e una pressione applicata sulla zona perineale può produrre una perdita di tumescenza. L’esame diagnostico di scelta è l’ecografia, che permette di valutare il flusso sanguigno penieno senza pericolo ed è una procedura non invasiva.
Il priapismo è dunque un’urgenza medica. La scelta del trattamento dipende dalla funzione erettile preesistente, dalla durata del priapismo e dalla necessità di preservare la funzione sessuale. L'aspirazione del sangue stagnante e l'iniezione di agenti farmacologici simpatico mimetici, che hanno la capacità di indurre la detumescenza, rappresentano il primo stadio della terapia del priapismo ischemico. I provvedimenti chirurgici più invasivi, tra cui la creazione di una derivazione e l'impianto di una protesi peniena, devono essere considerati in caso di fallimento del primo stadio della terapia. L'angiografia e l'embolizzazione selettiva dell'arteria danneggiata rappresentano il trattamento di scelta del priapismo arterioso.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|



Andrologia