Gli inglesi la chiamato “rent generation”, generazione in affitto. Ragazzi che non compreranno mai una casa
Si chiamava Generazione “1000 euro”. Oggi è un fenomeno europeo chiamato “Rent Generation”, cioè la generazione in affitto. In affitto perché non economicamente in grado di acquistare casa. La colpa? In parte è della crisi, ma anche del mercato immobiliare con prezzi alle stelle e di un sistema finanziario particolarmente rigido non aiutano nell'acquisto della prima casa.
Così in Italia ci sono 7 milioni di ragazzi tra i 18 e i 34 anni che vivono ancora con i genitori. Hanno spesso uno stipendio inferiore ai mille euro e sognano (l'83%) di andare a vivere da soli il prima possibile, come sostiene uno studio condotto da Cgil e Sunia. E se l'acquisto di una casa in un Paese come il nostro, nel quale più del 70% delle famiglie ha almeno una proprietà immobiliare, è impossibile, diventa difficile anche prendere una casa in affitto. L'affitto di un trilocale (salotto, cucina e camera da letto) in una zona semi-centrale di una qualsiasi nostra città, può arrivare a costare anche 1.200 euro. Questo significa che bisogna guadagnare almeno 2.500 euro per non finire sotto la soglia di povertà. Ma anche in questo caso non è detto che l'affitto sia praticabile. I proprietari di immobili chiedono spesso anche molte altre garanzie, come il posto fisso, una rarità tra gli under 35.
In questo modo i sogni di autonomia devono scontrarsi con le necessità di condividere una casa con altre persone, spesso estranei. Una stanza o un posto letto: affitti in nero, nessuna garanzia in appartamenti spesso fatiscenti. I costi, in questo caso scendono, ma non di molto. Per una stanza si pagano fino a 600 euro.
Secondo il sociologo Vanni Codeluppi, “la famiglia d'origine è un porto sicuro, ma poi bisogna andare via, spiccare il volo. È troppo importante per la formazione di un giovane, ed è davvero punitiva questa resistenza del mercato che blocca il desiderio di autonomia”. Allora l'unica soluzione potrebbe essere, secondo la Cgil, una nuova politica abitativa con la realizzazione di nuove case di edilizia popolare. L'unico modo per spingere verso il basso il prezzo degli affitti.
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