L'Oms ha recentemente definito i campi magnetici dei telefonini come “possibly carcinogenic”
Un rapporto, quello tra cellulari e tumori che per anni ha diviso la scienza e i tecnici: con i primi che cercavano di dimostrare una correlazione con il cancro e i produttori delle case di telefonia che negavano qualasiasi addebbito. La settimana scorsa, però, l'Oms, grazie al lavoro di un gruppo di 34 esperti, ha definito i campi elettromagnetici come 'possibly carcinogenic' Nonostante gli studi, dunque, non ci sono a tutt'oggi certezze sull'interferenza tra onde elettromagnetiche e tunori. Solo possibilità.
Prima di questa ricerca, lo studio Interphone - 10 anni di lavoro, più di 19 milioni di euro spesi e 10mila interviste condotte in 13 Paesi - aveva cercato invano di dissipare i dubbi. Le cifre uscite dalla ricerca parlavano di un'assenza di rischio per gli utilizzatori, fatta eccezione per i più assidui, ma anche qui erano mancate le certezze: "I risultati - affermava Christopher Wild, direttore dell'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) dell'Oms - non ci permettono di dire che ci sia un qualche rischio associato all'uso dei telefonini ma è anche prematuro affermare affermare il contrario". Come dire: nessuno può essere certo che sia vera una teoria a scapito di un'altra. Tutto può essere.
In questi ultimi mesi, inoltre, diversi altri studi sull'argomento hanno dato risultati contraddittori. Secondo una ricerca pubblicata lo scorso febbraio, le telefonate lunghe modificano l'attività del cervello nelle zone limitrofe alla posizione dell'antenna del cellulare, ma non è chiaro se questo cambiamento di attività abbia dei significati dal punto di vista della salute, e anzi per un'altra ricerca l'uso del telefonino aumenterebbe la memoria. Un altro studio aveva messo in luce invece alcuni effetti negativi sulla fertilità. Tuttavia, nonostante le poche certezze, lo scorso 27 maggio il Consiglio d'Europa ha deciso di vietare i telefonini nelle scuole e far utilizzare nelle classi i collegamenti fissi per internet invece del wi-fi per ridurre i pericoli derivanti dell'esposizione ai campi elettromagnetici, sulla base del principio di precauzione.
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