Per non lasciarli soli, l'alternativa sono i nonni (quando è possibile) o i centri estivi
La scuola è finita. E ora? È la domanda che milioni di genitori si pongono ogni anno in questo periodo. Come gestire i propri figli? Come evitare di doverli tenere rinchiusi dentro casa o abbandonati in mezzo ad una strada durante l'orario di lavoro delle mamme e dei papà. La questione è molto spinosa. I più fortunati li affidano ai nonni, altri ai centri estivi. E per i meno abbienti? Un'idea arriva dalla Liguria.
I centri estivi. I centri estivi sono il perfetto sostituto della scuola a tempo pieno per il periodo estivo. Attività all'aria aperta e piscine. Ma anche attività didattiche, laboratori artistici e angoli per lo studio (per chi deve fare i compiti per le vacanze). I ragazzi vengono seguiti da animatori che li coinvolgono nelle varie attività, insegnando loro nuovi giochi o preparando un piccolo spettacolo teatrale. Un ottimo modo per far socializzare i figli più timidi. Ci sono per quasi tutte le tasche. Quelli comunicali nelle città o nei paesi in cui vengono organizzati il costo varia tra i 50 ai 100 euro al mese. Mentre per i centri privati il costo varia: si va dai 150 euro a settimana in su.
Un'estate con i nonni. I nonni svolgono sempre più spesso un ruolo indispensabile per la famiglia. Dove non arriva il welfare e di fronte a genitori entrambi impegnati nel lavoro, sono la risorsa che fa risparmiare tanti soldi. Infatti, vale 24 miliardi di euro l'anno il lavoro non retribuito dei nonni italiani impegnati a crescere i propri nipoti. Lo sostiene Federanziani che ha presentato alcuni dati al Sanit 2011 che si è tenuto la scorsa settimana a Roma. Sono 1 milione quelli impegnati a tempo pieno nell'accudire i propri nipoti, 3 milioni a tempo parziale. I nonni possono accompagnare i ragazzi al parco cittadino, possono aiutarli nel fare i compiti estivi e possono accudirli. In pratica dei “nonni sitter”.
E per le famiglie disagiate... Tanti pensionati pronti a fare il “nonno a domicilio” per le famiglie in difficoltà: questo l'obiettivo dell'iniziativa "Ho trovato un nuovo nonno" sottoscritta dal Comune di Genova in collaborazione con l'associazione Auser. Gli aspiranti nuovi nonni verranno mandati presso quelle famiglie che non possono chiedere aiuto ai propri anziani e che non possano permettersi un posto in un campo estivo. Così i nonni a tempo quest'estate si prenderanno cura di bambini e ragazzi, aiutandoli nelle faccende quotidiane quando i genitori sono al lavoro, diventando nel contempo un punto di riferimento educativo ed affettivo. Non solo un modo per aiutare chi è in difficoltà ma anche un modo per le persone anziane di sentirsi utili, mettendo a disposizione il proprio tempo e, perché no, le proprie conoscenze. Il Comune di Genova ha messo a disposizione anche un rimborso spese per i “nonni sitter” che varia dai 150 ai 360 euro in base alle necessità. “Questo servizio - spiega l'assessore ai servizi sociali Roberta Papi - è rivolto soprattutto alle mamme sole o a coppie di giovani che si rivolgono ai servizi sociali per chiedere un sostegno che assomiglia a quello che una nonna o un nonno possono dare”.
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