Sono 134mila ogni anno i figli nati da coppie non sposate, pari al 24% del totale nazionale. Un esercito di minori che fino a giovedì scorso venivano considerati "figli di serie B", senza una famiglia giuridicamente riconosciuta e con nessun diritto da far valere in caso di morte dei nonni per quel che riguarda l'eredità.
Un ddl approvato giovedì scorso, invece, ribalta questa condizione e riconosce una famiglia e gli stessi diritti di quanti nascono da un regolare matrimonio, anche ai figli nati dalle cosiddette "coppie di fatto".
Approvato alla Camera con voto bipartisan, il ddl dovrà essere esaminato dal Senato. Secondo il nuovo provvedimento, inoltre, la madre che per prima riconoscerà il figlio, avrà diritto di fargli mantenere anche il suo cognome.
Ma non è tutto. "Il figlio minore, che ha compiuto 12 anni, e anche di età inferiore - recita il testo di un emendamento approvato - se capace di discernimento, ha il diritto di essere ascoltato in tutte le questioni e le decisioni che lo riguardano". Così come i minori di 14 anni saranno ascoltati anche nelle cause civili che li riguardano, in relazione al riconoscimento o al disconoscimento della paternità.
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