Una coppia anziana mette al mondo una figlia con l'eterologa. Ma il Tribunale gliela toglie
“Genitori troppo anziani” e il giudice decide di revocargli la patria potestà. Lo ha deciso il tribunale dei minori di Torino. Così ora la bambina di 16 mesi nata da una donna di 58 anni e da un uomo di 70 verrà data in adozione, come gli orfani. Secondo il Tribunale i genitori sono “troppo anziani” per assicurare alla piccola di essere seguita in tutte le fasi della sua crescita. Ma come è riuscita una donna di 58 anni a rimanere incinta?
La fecondazione assistita per aggirare i limiti dell'età. La coppia si era rivolta ad un centro di fecondazione assistita all'estero per aggirare il divieto italiano che non consente la fecondazione eterologa. Infatti, poiché la donna presumibilmente non era più in grado di produrre ovociti, la coppia ha utilizzato quelli di una donatrice. Ma per il giudice la scelta di mettere al mondo una figlia ad un'età così avanzata rappresenta un danno per la stessa bambina che si sarebbe ritrovata dei genitori-nonni e rischierebbe di ritrovarsi orfana in giovane età. Così, in base alle disposizioni del Tribunale, la piccola già vive con la famiglia affidataria, mentre ai genitori è consentito vederla una volta ogni 15 giorni.
“Una scelta basata sulla volontà di onnipotenza”. Secondo il Tribunale, la piccola è “frutto di una applicazione distorta delle enormi possibilità offerte dal progresso in materia genetica”, e la volontà di concepirla “è una scelta che – si legge nelle motivazioni della sentenza –, se spinta oltre certi limiti si fonda sulla volontà di onnipotenza, sul desiderio di soddisfare a tutti i costi i propri bisogni che necessariamente implicano l'accantonamento delle leggi di natura e una certa indifferenza rispetto alla prospettiva del bambino”.
Anche una denuncia per abbandono. Ad aggravare la posizione della coppia un fatto accaduto più di un anno fa quando qualcuno segnalò alle forze dell'ordine la presenza della piccola appena nata lasciata sola in auto di fronte ad un supermercato. Il padre si giustificò spiegando che stava scaricando la spesa dalla propria vettura e che non aveva mai perso d'occhio la bambina.
Quale limite al desiderio di un figlio? La coppia aveva avanzato nel 2003 una richiesta di adozione che gli era stata respinta perché troppo anziani. Non si sono dati per vinti e dopo 7 anni hanno trovato il modo di coronare il loro sogno. Ma avere un figlio è un diritto che deve andare al di là di qualsiasi considerazione sull'età, oppure deve prevalere sempre e comunque l'interesse del minore?
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