Una vera e propria stangata “salva-Italia”. Ma si sta facendo abbastanza per i giovani precari?
Manovra, ammortizzatori sociali, sindacati, tasse, accise, quozienti familiari e indicizzazioni. Ormai non si sente parlare d'altro e dopo la caduta del governo Berlusconi, la parola d'ordine sembra diventata il binomio "lacrime e sangue" legato alla manovra economica targata Mario Monti: una stangata di tasse e provvedimenti che dovrebbe "salvare l'Italia" da un quasi certo default. Il grande dubbio, però, restano i giovani. Precari, disoccupati o - peggio - inattivi, magari con una laurea e in balìa del futuro.
Lasciando da parte i tecnicismi della manovra economica e il chiacchiericcio politico, infatti, l'unico dato che appare evidente è che il vero e unico ammortizzatore sociale per tanti ragazzi che ogni anno escono dalle università ormai sono le famiglie e quella generazione classe 1950 che è riuscita a sfruttare il boom economico per immettersi nel mondo del lavoro e costruire una base solida per crescere i figli. Sono loro - il ceto medio di cui tanto si parla e su cui in molti dicono ricadrà la manovra - il vero ammortizzatore sociale per i giovani che non riescono a inserirsi nel mondo del lavoro, il paracadute per resistere alla crisi con una ricchezza stimata in oltre otto miliardi di euro.
Il bamboccione - che Paolo Crepet proprio ai microfoni di Vita Che Nasce definì "il fallimento di una società" - è ormai divenuto una prassi per costrizione, un'involuzione sociale per quanti un tempo erano considerati il fiore all'occhiello di qualsiasi nazione.
| < Prec. | Succ. > |
|---|



Andrologia