Legge 40, la Consulta verso l'abrogazione totale?

Condividi
Tweet
 
Lunedì 20 Febbraio 2012 00:00 Scritto da Emilio Torsello
Stampa

I giudici saranno chiamati a verificare la costituzionalità del divieto della fecondazione eterologa

I giudici saranno chiamati a verificare la costituzionalità del divieto della fecondazione eterologa

legge-40Il 22 maggio sarà un giorno cruciale per la Legge 40, la Corte Costituzionale sarà infatti chiamata a decidere sulla costituzionalità del divieto di fecondazione eterologa. Il giudice relatore sarà Giuseppe Tesauro.

Il passaggio si prospetta come cruciale per una legge da sempre controversa che ha visto opposti schieramenti attaccarla o difenderla, a seconda delle situazioni.

"Un legislatore che abbia il senso della propria funzione" spiega il costituzionalista Stefano Rodotà, "nel momento in cui la Corte Costituzionale si pronuncia come con la sentenza 151 del 2009 che ha demolito la legge 40, già sarebbe intervenuto per ricondurre la materia nell'alveo Costituzionale senza continuare ad esporre la legge ad ulteriori demolizioni". La Corte Costituzionale, spiega ancora Rodotà, ''dovrebbe andare verso l'ammissione'' della fecondazione eterologa, ''per ragioni di costituzionalità, perché il legislatore non si può sostituire con una disciplina autoritaria alla libera scelta della persona e alla sua autodeterminazione''. La legge 40, aggiunge, è "una legge ideologica, e come tutte le leggi ideologiche produce dei danni". Nel caso del no all'eterologa "la logica proibizionista ha prodotto due effetti, quello di incentivare il 'turismo procreativo' e quello di sottoporre scelte e diritti alla logica di mercato. I diritti cioè non sono più tali, ma ne ho tanti quanti ne posso comprare sul mercato".

Mentre Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni dichiara: “Mi auguro che in questo tempo la Corte stia valutando senza ideologie l'effettiva limitazione che il divieto di eterologa comporta in materia di procreazione e il vantaggio che invece arrecherebbe l'abrogazione dello stesso: ovvero una sanità più vicina al cittadino e lontana da ingerenze di matrice vaticana”. La Gallo aggiunge poi come “quella del 22 maggio potrebbe comunque essere una opportunità per la Corte di dare un forte segnale alla politica proibizionista: quella che ha voluto la legge 40 e quella che non ha fatto nulla per abrogarla. Compito dello Stato – sottolinea il segretario dell’Associazione Coscioni – è non interferire ma salvaguardare il bene pubblico: la nascita di un bambino con donazione di gameti non crea evidentemente danno né ai genitori, né al donatore, né alla società, né al bambino. La dichiarazione d'incostituzionalità del divieto - conclude non crea alcun vuoto normativo”.

 

Tags:

Vedi anche