Questo farmaco non interrompe la gravidanza ma può uccidere l'embrione se è avvenuta la fecondazione
In arrivo in Italia la pillola dei 5 giorni dopo. Il Consiglio superiore di sanità ha appena dato il via libera a questo farmaco che, come dice il nome, se assunto entro 5 giorni dal rapporto sessuale considerato a rischio, può prevenire una gravidanza indesiderata. Il Consiglio superiore ha specificato, però, che questo farmaco potrà essere prescritto solo dopo aver effettuato, con esito negativo, il test di gravidanza. Infatti, secondo l'istituto, una volta avvenuta la fecondazione questo farmaco non è in grado di interrompere la gravidanza.
“Non è un semplice anticoncezionale”. Per evitare il rischio di gravidanza, il farmaco, quindi, deve essere assunto il prima possibile poiché il suo effetto anti-progesterone abbia efficacia inibendo temporaneamente i meccanismi dell'ovulazione. Ora la pillola dovrà comunque ottenere il via libera dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) che ha già espresso “preoccupazione riguardo alle eventuali conseguenze di un uso ripetuto”. Infatti, il vero problema è che questa pillola possa venire assunta come un semplice anticoncezionale.
Pillola compatibile con la legge sull'aborto. Il parere del Consiglio superiore di sanità è già stato consegnato al ministro della Salute, Ferruccio Fazio che voleva comprendere se c'è compatibilità tra questo farmaco e la legge 194. Ma questa compatibilità sembra esserci in quanto il prodotto non è in grado di interrompere la gravidanza. Questa pillola è già diffusa in molti paesi europei e negli Stati Uniti.
Cattolici vs. laici. Eugenia Roccella, sottosegretario alla Salute ed in genere vicina al mondo cattolico ritiene un “paletto importante” l'obbligo del test di gravidanza che rende questo farmaco “compatibile con le leggi italiane”. Decisamente contrario, invece, il cardinale Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita: “È un aborto a tutti gli effetti, di raffinata malizia. Non potrà avere alcuna attenuante dal punto di vista della morale né cattolica né razionale”. Sulla stessa lunghezza d'onda Lucio Romano, co-presidente nazionale dell’Associazione Scienza e vita: “il via libera è un ulteriore passo verso la trasformazione dell’aborto in contraccezione”. Esulta invece il ginecologo Silvio Vitale, tra i pionieri della pillola abortiva: “Era ora. Rischiava di diventare una telenovela come quella della Ru416. Adesso mi aspetto che il prossimo passo sia l'abolizione della ricetta obbligatoria per la contraccezione di emergenza, come già avviene nei paesi europei e negli Usa”.
Come funziona? “Questa pillola agisce in pratica con un principio simile alla vecchia pillola del giorno dopo”, spiega Claudio Manna, docente dell'Università di Tor Vergata e della Scuola di Fertilità del Ministero della Salute. “Il concetto è sempre la stesso: l'embrione potrebbe essersi già formato nel periodo che intercorre tra il rapporto e l'assunzione della pillola dopo l'ovulazione. L'embrione non troverebbe un ambiente idoneo all'impianto per l'effetto anti-progestinico del farmaco”. Secondo il ginecologo romano, infatti, non è sufficiente il test di gravidanza per escludere la fecondazione dell'ovulo, perché questi test “sono in grado di dare un responso positivo solo intorno al primo giorno di ritardo mestruale”. Pertanto, è certo che questo farmaco non viola la legge 194 se si rispettano le indicazioni del Consiglio superiore di Sanità. Tuttavia, “bisogna mettersi d'accordo sul concetto di gravidanza. La legge 194 è salva ma l'embrione prima che si sia impiantato no”.
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