Pochi figli e pochi aborti, ma pessima contraccezione. Un paradosso italiano

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Lunedì 30 Gennaio 2012 00:00 Scritto da Paolo Ribichini
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Pochi figli e pochi aborti. Nonostante una certa riluttanza ad utilizzare metodi contraccettivi sicuri come la pillola, l’Italia è fanalino di coda in Europa per numero di figli per donna (1,39). Allo stesso tempo, il nostro Paese fa segnare uno dei tassi di aborto più bassi

La pillola nel nostro paese è utilizzata da un numero esiguo di donne. Ancora troppe paure infondate

pillola-anticoncezionale-elisir-lunga-vitaPochi figli e pochi aborti. Nonostante una certa riluttanza ad utilizzare metodi contraccettivi sicuri come la pillola, l’Italia è fanalino di coda in Europa per numero di figli per donna (1,39). Allo stesso tempo, nel contesto  continentale il nostro Paese fa segnare uno dei tassi di aborto più bassi.

Un mistero tutto italiano. Poche donne in Italia usano i contraccettivi orali. Il nostro Paese è fanalino di coda per l’assunzione della pillola che è considerata il metodo più sicuro per evitare gravidanze indesiderate e di conseguenza gli aborti. Una vera e propria anomalia statistica in un pianeta dove generalmente l’uso dei contraccettivi è inversamente proporzionale al numero delle interruzioni volontarie di gravidanza. Escludendo una maggiore infertilità degli italiani rispetto a tedeschi, francesi o spagnoli, lo strano dato potrebbe essere spiegato per un minor numero di rapporti sessuali. In realtà, in base  ai dati dello studio 'Sexual Wellbeing Global Survey', condotto dalla Durex, gli italiani dichiarano di farlo 121 volte l’anno, ben al di sopra della media europea.

La pillola, questa sconosciuta. Se in Italia solo il 14% delle donne usa la pillola, secondo i ricercatori riuniti la scorsa settimana a Berlino per un meeting sull’uso della pillola, il ridotto tasso di fecondità si può spiegare in parte con l’uso predominante del coito interrotto e, in misura minore, del preservativo; metodi che non garantiscono lo stesso livello di sicurezza di quelli orali. In Europa l’uso della pillola è notevolmente maggiore, pari al 21,4%. Fra i paesi in cui si usa di più vi sono il Portogallo (58,9%), la Germania (52,6%), l’Algeria (45,9%), il Belgio (44,8%) e la Francia (41,5%). L’Italia, invece, è ai livelli di Tunisia (14,5%), Botswana (14,3%) e Iraq (14,6%). Al di là dell’uso, poche donne europee conoscono il reale funzionamento della pillola. Il 98% delle utilizzatrici non conosce il meccanismo del contraccettivo ormonale o ha una conoscenza parziale o errata.

Rischi bassissimi. Ancora oggi molte donne ritengono che i progestinici possano avere pericolosi effetti collaterali, nonostante i dati degli ultimi studi britanni e americani. “Resistono tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo”, spiega Francesco Primiero dell’ Università di Roma “La Sapienza. “Il timore più diffuso è che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l’esatto contrario. In particolare, un recente aggiornamento dei dati relativi alla mortalità tra le oltre 46mila donne seguite per poco meno di 40 anni in un importante studio britannico ha dimostrato come, nel lungo termine, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivano più a lungo. Ma la pillola migliora anche la qualità di vita: le formulazioni più recenti sono state infatti sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere, risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi”. Sotto il profilo estetico, invece, secondo Primiero, non ci sono più quei problemi di una volta: “I progressi compiuti nei decenni dalla ricerca farmaceutica sono notevolissimi soprattutto in termini di riduzione dei dosaggi”. Inoltre, nuove molecole progestiniche sono “in grado di contrastare l’eventuale ritenzione idrica e il conseguente aumento di peso, con una tendenza alla riduzione, fornendo quindi un’adeguata risposta”.

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