Spariscono i diari segreti, ogni pensiero finisce sul palcoscenico dei socialnetwork senza controllo
Un diario segreto. Ma non troppo. Anzi: una tribuna. Ma nascosta. Si potrebbe riassumere così l'atteggiamento di molti adolescenti su Facebook che per "evitare" il controllo dei genitori, creano almeno due profili sui socialnetwork. Il primo ad uso e consumo di madri e padri, il secondo - fittizio e introvabile - per chattare, scambiarsi messaggi e condividere con amici e compagni di scuola informazioni che i genitori evidentemente disapproverebbero.
A svelare la doppia vita on line di molti "figli di Facebook" è uno studio della società Family Kids and Youth, pubblicato nei giorni scorsi dal Guardian. Secondo questa ricerca, dunque, il controllo da parte dei genitori sulla vita "on line" dei figli verrebbe messo in preventivo dai secondi che appronterebbero una vetrina ad uso e consumo dei primi, salvo poi sbizzarrirsi su improbabili profili nascosti.
L'era del diario segreto, dunque, sembra del tutto tramontata, soppiantata da una tendenza spasmodica rivolta verso la comunicazione di se stessi attraverso fotografie, pensieri e azioni per cui quegli angoli di sé, un tempo custoditi nel segreto di una pagina, adesso sono smerciati al miglior offerente: l'amico, la classe, i compagni di scuola. Ad essersi persa, dunque, è quella dimensione intimistica per cui ci si chiudeva in una stanza e si mettevano nero su bianco timori, tremori e speranze. Tutto finisce nel tritacarne di Facebook, in attesa di commenti, giudizi e "Mi piace".
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