Quando le minorenni decidono di abortire: cosa succede in Italia

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Lunedì 15 Luglio 2013 09:20 Scritto da Ludovica Manna
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Sono in media 1.300 le ragazze minorenni che abortiscono ogni anno, senza che i genitori lo sappiano o siano d’accordo. E’ quanto emerge dalla relazione 2010 sull’attuazione della legge 194 che il ministero della Giustizia ha inoltrato al Parlamento

Quando le minorenni decidono di abortire

Sono in media 1.300 le ragazze minorenni che abortiscono ogni anno, senza che i genitori lo sappiano o siano d’accordo. E’ quanto emerge dalla relazione 2010 sull’attuazione della legge 194 che il ministero della Giustizia ha inoltrato al Parlamento. Il rapporto, che prende in esame gli anni compresi tra il 1989 e il 2009, registra un picco di istanze di questo tipo nel 1989, con 1390 domande inoltrate al giudice tutelare. Lo scorso anno, invece, il numero di queste si è fermato a 1184.

Il rapporto definisce “preoccupante” il fenomeno degli aborti richiesti dalle under 18. Molte giovanissime si rivolgono al giudice perché non hanno ottenuto o sanno di non poter ottenere l’assenso da parte dei loro genitori. Il numero di richieste ha avuto un andamento stazionario a livello nazionale e l’area maggiormente interessata al fenomeno è principalmente il Nord.

Andando più a fondo nell’analisi dei dati raccolti tra il 1995 e il 2005 emerge che a presentare le domande al giudice sono per lo più ragazze di età compresa tra i 16 (30,3% nel 2005) e i 17 anni (50,2%). Piuttosto limitato, invece, il numero delle under 14, che rappresenta l’1,2% dei casi. Tuttavia , l’età delle ragazze che richiedono l’interruzione volontaria di gravidanza , è in calo. Nel 1995 l’età media delle minorenni che si rivolgevano al giudice per ottenere l’assenso ed abortire era di quasi 17 anni, mentre nel 2005 era di 16 anni e 9 mesi.

Le ragazze chiedono di interrompere la gravidanza essenzialmente per motivi psicologici (65%) e per problemi di carattere socio-economico (33,7%). Poche le richieste per motivi legati alla salute (1,3%). Alcune, si legge nella relazione, dichiarano che un figlio “ avrebbe costituito un serio ostacolo ai propri progetti di vita futura”.

Nella maggioranza dei casi ( più del 60%), le ragazze non consultano nessuno della famiglia prima di rivolgersi al giudice, anche se ancora molte ( circa il 34%) ne parlano con la madre. Hanno paura di perdere la stima dei genitori, ma in altri casi si tratta di un vero e proprio problema di incomunicabilità familiare. Situazioni come queste avvengono spesso in un quadro familiare desolante, caratterizzato da gravi disagi, come nel caso dei conflitti tra genitori separati.