Sanità, i nuovi ticket della discordia

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Lunedì 01 Agosto 2011 00:00 Scritto da Paolo Ribichini
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Le Regioni sono sul piede di guerra. A pagare anche cittadini con lievi problemi di salute

Le Regioni sono sul piede di guerra. A pagare anche cittadini con lievi problemi di salute

pronto-soccorso-2Dieci euro in più sulle visite specialistiche e 25 sui codici bianchi al pronto soccorso. Da oggi divengono obbligatori i rincari sui ticket sanitari in molte regioni. Una norma inserita nella manovra finanziaria approvata nel mese di luglio, una vera stangata per le famiglie.

Regioni contro il governo. I nuovi ticket si sommano a quelli precedenti, già imposti da ogni singola sanità regionale. E proprio le Regioni sono oggi sul piede di guerra. “Un problema oggettivo e tecnicamente non corretto”, spiega Vasco Errani, presidente della conferenza delle Regioni. Una “vergognosa tassa sui malati”, denuncia la Cgil. Almeno 4 governatori hanno deciso di trovare forme alternative al ticket, ma altri, come la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, pur essendo contrari si trovano nell'impossibilità di fare altrimenti.

Due giorni per trovare un accordo. Il confronto tra governo ed enti locali proseguirà ancora nei prossimi giorni. Oggi è stato avviato un tavolo tecnico, domani quello politico. “Le Regioni pongono un problema sull’applicabilità del decreto tecnico e dei ticket e contestano nel merito il criterio di attuazione”, ha spiegano Raffaele Fitto, ministro  degli affari regionali. Gli incontri di oggi e di domani dovrebbero fornire risposte per rimodulare il ticket sulla base del reddito e delle prestazioni.

"Non vogliamo pagare per tutti". Ma anche tra regioni ci sono frizioni in atto. Alcuni presidenti, soprattutto al nord non vogliono essere costretti a pagare “per gli sprechi degli altri. Se saremo costretti ci opporremo con i dovuti ricorsi”, spiega Luca Zaia, governatore del Veneto, con ovvi riferimenti a regioni meridionali con grossi deficit di bilancio.

Pronto soccorso, chi paga? La manovra definisce “codice bianco” la prestazione sanitaria non appropriata ad un regime di pronto soccorso. Il governo, quindi, ha deciso di introdurre una tassa a quei cittadini che si rivolgono a strutture di pronto soccorso senza una concreta urgenza oggettiva. Sarà il medico a stabilire il codice dopo la visita al di là delle dichiarazioni del paziente. Farà fede quindi, per il pagamento del ticket, il codice assegnato in uscita. Così, chi si rivolge al pronto soccorso per un mal di pancia, per influenza e per punture di insetti rischia di pagare il ticket.