Visite mediche e codici bianchi al pronto soccorso saranno a pagamento, ma non in tutte le regioni
Ticket sanitari si parte. Ma in ordine sparso. Dopo l'approvazione della prima manovra finanziaria - ormai quasi dimenticata dai più - negli ospedali è stato reintrodotto il ticket per i codici bianchi e per le visite specialistiche (tanto che in molti casi ormai conviene rivolgersi direttamente ai privati che praticano prezzi inferiori). Ma in quali regioni si pagherà questo balzello per accedere alle prestazioni sanitarie?
Dove si pagherà - Ad applicare fin da subito la nuova tassa sono state Basilicata, Sicilia, Lazio, Calabria, Liguria e Lombardia.
Gli indecisi - Mentre hanno deciso di "congelare" il ricorso ai ticket il Piemonte, l'Umbria, la Campania, le Marche e il Friuli Venezia Giulia. I rispettivi governatori hanno detto di voler trovare misure alternative per non far gravare la sanità sulle tasche dei propri cittadini. Una scelta ardua visti i tagli che negli anni hanno gravato proprio sugli Enti locali.
Dove non si pagherà - Decisi a non far pagare alcun ticket "né ora né mai", invece, la Sardegna, l'Emilia Romagna, la Val D'Aosta, il Trentino Alto Adige (che introdurrà però il balzello sui Codici Bianchi, i casi giudicati dal triage "non gravi"), la Toscana e il Veneto.
Le esenzioni - Saranno esentati dal pagamento del ticket le cosiddette "fasce deboli": bambini, disoccupati, pensionati sociali e al minimo, invalidi e malati cronici e portatori di patologie rare.
Il ministro Fazio - Una partenza a macchia di leopardo, quella dei ticket, motivata dall'autonomia che le Regioni hanno nell'applicazione delle tasse interne. Ed era stato lo stesso ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che a pochi giorni dall'approvazione della manovra finanziaria, a luglio aveva detto: "c'è la possibilità per le Regioni di non applicare il ticket sulla specialistica di 10 euro purché adottino altre misure di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie equivalenti sotto il profilo del mantenimento dell'equilibrio economico-finanziario e del controllo dell'appropriatezza".
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