È accaduto ancora. Prima l’alcool poi le fiamme. Per divertimento o forse per noia. Vittima un ragazzo disabile. Il grave episodio di bullismo, riportato dal Mattino di Padova e su cui le forze dell’ordine stanno cercando di fare chiarezza, sarebbe avvenuto nei giorni scorsi nella scuola media di Fontanaviva, cittadina padovana nei pressi di Cittadella, dove alcuni compagni avrebbero dato fuoco ad un ragazzo diversamente abile di 15 anni, gettandogli prima dell’alcool addosso e poi innescando le fiamme.
A rendersi conto dell’accaduto, la madre che una volta rientrata a casa avrebbe notato le bruciature su un braccio e sul volto del figlio: «Mamma – avrebbe confessato il ragazzo – hanno tentato di darmi fuoco». Immediati i soccorsi e la denuncia dai carabinieri che adesso indagano.
Se l’episodio venisse confermato, non sarebbe il primo di questo genere. In molti, infatti, ricorderanno il dramma consumatosi all’inizio del 2009 nella stazione ferroviaria di Nettuno, quando un branco di ragazzi «ammalati di noia» – come vennero definiti dalla stampa – malmenarono e diedero fuoco ad un uomo di nazionalità indiana che dormiva su una panchina, verniciandogli il collo e il volto per essere sicuri che le fiamme attecchissero meglio. Il generale Vittorio Tomasone, comandante provinciale dei carabinieri di Roma, all’epoca commentò: «quanto avvenuto non sembra avere uno sfondo razziale: secondo quanto accertato, i tre volevano chiudere la notte, dopo uno sballo di alcol e droga, con un gesto fortemente eclatante».
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