L’avvocato di Sabrina Misseri rimette l’incarico: non difenderà più uno dei principali sospettati per l’omicidio di Sara Scazzi. «Il caso Scazzi ha perso le sue connotazioni di caso giudiziario ed assume sempre più le connotazioni del business. Un business a cui, per cultura ed educazione giuridica e professionale, mi debbo necessariamente sottrarre», ha detto il legale Francesca Conte. Il legale ha poi spiegato che «Mi è stato insegnato che la difesa tecnica, per essere efficace, deve essere libera da condizionamenti, indipendente, coerente e onesta, non potendo invece essere legata a speculazioni inconfessabili di ogni tipo». Tutto questo all’indomani dell’incidente probatorio che ha messo uno contro l’altro padre e figlia, in un rimpallarsi di accuse in merito all’omicidio.
«Erano in aula separati - ha spiegato l'avvocato Francesca Conte, che fino a ieri difendeva insieme a Emilia Velletri, Sabrina Missseri - ma non c'è stato bisogno né di separé né di cordoni perché sono state due persone di grande dignità e di grande compostezza. Sabrina- ha proseguito il legale - ha abbandonato l'aula un'ora prima della fine dell'interrogatorio del padre. A causa di un lieve malore è stata fatta rientrare nella sua cella. A noi ha detto “aiutatemi a ristabilire la verità”»
Il delitto di Avetrana, dunque, in un primo momento sull’orlo di una sconvolgente verità con il padre di Sabrina, Michele Misseri, che si era autoaccusato dell’omicidio, sembra adesso viaggiare su un binario morto, con gli indagati che si rimpallano tra loro le responsabilità.
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