La crisi economica non è finita. Anzi. È come un videogame. A dirlo, il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, intervenuto oggi alla conferenza dal titolo “Nuovo mondo, nuovo capitalismo”. « E' come vivere in un videogame – ha sottolineato Tremonti – compare un mostro, lo combatti, lo vinci, ti rilassi e subito spunta un altro mostro più forte del primo: si dice che va tutto bene – ha poi chiesto il ministro – ma ne siamo proprio sicuri?».
Secondo l’attuale vicepremier, inoltre, in questi ultimi due anni è stato utilizzato denaro pubblico «per salvare con le banche anche la speculazione», con l’unico risultato che «siamo tornati quasi al punto di partenza». A mancare, allora, sono attenti controlli e una regolamentazione da far rispettare. Le banche, di contro, sembrano essere gli unici veri superstiti di una crisi economica che non accenna a scemare. A subirla, soprattutto le piccole e medie imprese che a breve saranno travolte anche dalla nuova contrattazione inaugurata dalla Fiat, pur non avendo lo stesso potere contrattuale del Lingotto. Ultima ruota del carro: le famiglie e il dramma della "quarta settimana".
La domanda che lascia aperta il titolare del dicastero dell’Economia, infine, è la seguente: se la crisi economica mondiale è un videogame, quante vite ci restano?
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