Anche il sistema giapponese di introduzione dei giovani nel mondo del lavoro è in crisi. A dirlo una stima pubblicata sul settimanale nipponico Aera che spiega come il “naitei”, l’arruolamento dei migliori universitari nelle aziende ancor prima della laurea, nel 2011 andrà disatteso.
Secondo le stime, infatti, solo il 57,6 per cento di quanti si laureeranno nel marzo 2011 troverà lavoro. Tradotto in numeri, due studenti su cinque ancora non hanno ricevuto una chiamata dalle aziende.
«Numerose aziende – ha spiegato al settimanale Aera il responsabile del collocamento dell’università Meiji, Tatsuzo Eitai – non hanno bisogno di nuovo personale e di conseguenza la selezione è divenuta più rigida». Oltre alla crisi, il sospetto è che sul piano globale la corsa alla laurea stia saturando i settori principali delle imprese, a scapito di mestieri “dimenticati” – come le tradizioni artigiane - e che anche in Italia potrebbero offrire numerose possibilità di occupazione.
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