Non gli auguri di buon anno del presidente della Repubblica né le immagini del concerto di Vienna. Il 2011 si apre con la notizia dell’ennesima strage di cristiani. Ventuno morti, uccisi ad Alessandria, in Egitto, da un kamikaze che si è fatto esplodere all’uscita dalla messa di mezzanotte. Coperti e spesso dimenticati a favore di faziose critiche contro Benedetto XVI, i martiri cristiani del XXI secolo sono tanti, troppi e spesso vittime di uno stillicidio quotidiano in terre come la Nigeria, il Pakistan, l’Iraq e lo stesso Israele dove il timbro “C” – “Cristian” – sui documenti indica la componente religiosa meno influente a livello sociale nello stato ebraico.
Poco dopo l’attentato ad Alessandria,nel quartiere di Sidi Bishr, cristiani e musulmani si sarebbero affrontati a colpi di bastone, mentre davanti alla chiesa le ambulanze facevano la spola con gli ospedali. I feriti sarebbero un’ottantina.
Per il 2011, dunque, l’auspicio è che ci si ricordi anche di quelle minoranze – in Italia e all’estero – spesso vittime di una violenza cieca e dimenticata, messa in sordina da solgan e accuse che poco hanno a che vedere con la religione e molto con la politica internazionale.
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