Facebook e Twitter fanno crollare i regimi

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Sabato 29 Gennaio 2011 15:00 Scritto da Emilio Torsello
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proteste-egitto_225x150Le rivoluzioni dei “giovani” agitano il Medi Oriente. Dopo l’Algeria, la Tunisia e lo Yemen, è l’Egitto a rivoltarsi contro il regime del presidente Hosni Mubarak, uno dei partner storici degli Stati Uniti. Anche in questo caso, protagonisti sono i giovani che chiedono a gran voce un cambio di marcia (e di regime) da parte di una leadership che considerano corrotta.

Tra le misure adottate dal governo per arginare la protesta, l’oscuramento dell’intera rete internet del Paese e il blocco di social network come Facebook e Twitter, utilizzati anche in questo caso per darsi appuntamento, organizzare sit in, convogliare le proteste e impartire direttive. I nuovi media, dunque, sfuggono sempre più spesso al controllo dei servizi segreti, incapaci e rimasti ormai al palo rispetto all’avanzare del “social”, un nuovo modo di fare e di scambiarsi informazioni. E se diversi regimi cadranno o sono caduti in questi mesi, parte del merito va anche alla “creatura” creata da Marck Zuckenberg. Facebook, è proprio il caso di dirlo, ha cambiato il mondo e la percezione della vastità di consenso e idee.

 

 

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