Figli in provetta, bisogna dirgli la verità

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Martedì 29 Novembre 2011 16:28 Scritto da Emilio Torsello
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bambini_provetta_R375Ai figli in provetta si deve dire la verità. A dirlo è il Comitato Nazionale per la Bioetica (organo consultivo del Governo) che - preso atto del numero sempre maggiore di figli nati all'estero tramite fecondazione eterologa - si è espresso sul merito.

“Ed è a loro che abbiamo pensato nella redazione di questo documento - spiega Lorenzo D`Avack, vicepresidente del Comitato Nazionale di Bioetica in un'intervista a Repubblica - ai tanti bambini già nati che dovranno un giorno affrontare gli interrogativi legati alle loro origini, che i genitori invece continuano a nascondere. Perché riteniamo necessario che si capisca che non è "etico" verso un figlio mantenere il segreto sulle modalità della sua nascita, così come hanno già sancito molte leggi in altri paesi. Il problema è che cosa deve essere detto. Stabilito che per il "nato" è fondamentale poter accedere ai dati genetici che lo riguardano per la tutela della sua salute, il Comitato si è poi diviso sul diritto o meno del figlio nato da fecondazione eterologa ad accedere anche ai dati anagrafici del donatore, che alcuni ritengono indispensabili per la ricostruzione della sua identità personale”. Dati che com’è noto si possono trovare sui registri conservati dalle banche dei gameti.

In Italia, infine, solo 1 bimbo ogni 100 (1,2%) nuovi nati è figlio della (PMA), mentre nella sola Danimarca sono il 4,9%. Sono i dati relativi al 2010, emersi nel corso della 26° assemblea annuale della Società europea di riproduzione umana ed embriologia.

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