La lacrima della donna lancia messaggi chimici che inibiscono la produzione di testosterone nell’uomo e ne abbassano il desiderio sessuale. La vecchia – cara – lacrima sul viso, dunque, sarebbe ben poco poetica, almeno stando allo studio pubblicato sulla rivista «Science» da una équipe dell’Istituto Weizmann (Israele) sotto la guida di Noam Sobel.
Il test è stato effettuato misurando il livello degli ormoni attraverso risonanza magnetica funzionale (fRM). Per condurre l’esperimento, un gruppo per ora limitato di ragazze è stato chiuso in un cinema davanti a un fil “strappalacrime” e quando è stillato il primo pianto, i ricercatori erano pronti a raccogliere in provetta le loro lacrime. Una volta effettuata l’operazione di “stoccaggio”, il “pianto” è stato fatto annusare ad un gruppo di giovani ragazzi chiusi in una stanza ben lontana da quella delle donne e sono stati effettuati gli esperimenti. Su 24 volontari maschi che avevano odorato lacrime femminili «fresche» e piante a seguito di uno shock emotivo, 17 hanno mostrato una flessione del loro interesse per le immagini di belle donne proposte dal computer del laboratorio. Invariata, invece, l’attrazione delle stesse immagini sui maschi che avevano odorato lacrime artificiali. Risultato: il testosterone misurato nella saliva di quanti avevano annusato lacrime vere, era del 13% inferiore rispetto a quello degli altri colleghi.
Un consiglio: in previsione di una serata romantica, meglio vedersi una commedia. Questione di dopocena.
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