Un percorso psicologico per aiutare i più piccoli a superare il trauma del terremoto. Accade all’Aquila, in diverse scuole materne, asili ed elementari, in cui ai bambini viene data l’occasione di aprire il cuore e la mente per sfogare le paure e i ricordi legati al terremoto del 6 aprile 2009.
Una sedia al centro della classe, un foglio attaccato allo schienale con la scritta “Terremoto” e si apre il vaso dei ricordi. I bambini vengono lasciati liberi di insultare, apostrofare, gridare contro il Terremoto che adesso è lì sotto i loro occhi. Alla fine il foglio viene fatto a pezzi. Gli alunni ci saltano sopra, ne sparpagliano i rimasugli. «Ci hai rubato la nostra città ma noi ce la riprenderemo!» grida qualcuno, «Ti abbiamo fatto quello che tu hai fatto a noi!» esclama un altro. Storie di vita raccontate dal volume Le 398 meravigliose maestre dell’Aquila, edito per i tipi Ma.Gi, che testimonia il certosino lavoro di recupero per sciogliere timori e paure nei più piccoli che della loro infanzia forse ricorderanno solo una città diroccata.
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