Legge 40, Strasburgo sconfessa l'Italia

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Lunedì 27 Giugno 2011 14:52 Scritto da Emilio Torsello
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corte-strasburgo-01-largeLa Corte europea dei diritti dell'uomo ha accolto il ricorso di una coppia italiana contro la legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita. Rosetta Costa e Walter Pavan, questi i nomi dei due ricorrenti, sono entrambi affetti da fibrosi cistica, una malattia genetica che si trasmette in un caso su quattro al nascituro e vorrebbero quindi poter fare uno screening embrionale attraverso la fecondazione in vitro.

Questa pratica, però, per legge è riservata solo alle coppie sterili o a quelle in cui uno dei due partner sia affetto da una malattia sessualmente trasmissibile, come per esempio l'Hiv. Da qui il ricorso alla Corte di Strasburgo.

La Corte ha poi sottolineato come coppie nella stessa situazione possano già ricorrere alla fertilizzazione in vitro (e quindi allo screening embrionale) in 15 Paesi europei: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito.

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