Sull'onda emotiva del Giappone, in Italia l'atomo torna a far paura

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Mercoledì 16 Marzo 2011 09:48 Scritto da Emilio Torsello
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fukushimauSecondo molti la situazione presso la centrale di Fukushima in Giappone è ormai apocalittica. Gli incendi nei reattori si susseguono e i tecnici da giorni stanno tentando di raffreddare le barre di combustibile con acqua di mare, nel disperato tentativo di evitare il collasso del nocciolo e dell'intera struttura.

In Italia, invece, si torna a parlare di nucleare e d'improvviso il referendum del 12 giugno - da tutti dato quasi per spacciato e minacciato dal quorum - torna attuale. La domanda, però, è se sia giusto sfruttare e cavalcare a fini politici l'emozione e lo sbigottimento nati davanti a una tragedia come quella che si sta consumando in Giappone. In Europa, infatti, sono attivi oltre 50 reattori nucleari da decenni, senza che quasi nessuno (dopo il referendum del 1987) si sia posto in modo insistente il problema del loro mantenimento. Qualsiasi decisione presa sull'onda dell'emozione è spesso sbagliata e sarebbe necessario avviare - al di là della demagogia - una riflessione calma su rischi per la salute pubblica, costi e vantaggi dell'atomo nel nostro Paese.

 

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