Quello di Silvio Berlusconi sembra il ritratto di un uomo solo, almeno stando alle intercettazioni. Attorniato da una corte di strani personaggi che puntano solo ai suoi soldi, le telefonate registrate dagli inquirenti attesterebbero anche un tradimento, quello di Emilio Fede che – sempre secondo le carte in possesso della Giunta per le autorizzazioni e diffuse oggi su internet – avrebbe fatto “la cresta” ad un prestito elargito dal presidente del consiglio all’amico Lele Mora. L’interessato nega tutto. Poi ci sono le ragazze: una corte dei miracoli variegata e grigia, senza colore, affresco di una società negletta che rifiuta un “lavoro da mille euro al mese” perché ne può guadagnare “duemila in poche ore”.
Al di là di un’indagine che molto probabilmente non riuscirà a provare quasi nulla sul piano penale, la fotografia che esce dalle intercettazioni è agghiacciante sul versante prima di tutto sociale. E viene da domandarsi: questa vicenda che tipo di messaggio trasmette ai giovani? Davvero tutti sono pronti a considerare questa corte dei miracoli come un qualcosa di abietto oppure qualcuno potrebbe pensare “quelle lì sono state furbe”? Il pericolo, dunque, è che passi un modello di vita e di giovinezza errato, fondato sulla furbizia. Al di là della fondatezza giudiziaria delle accuse, infatti, un primo effetto queste intercettazioni l’hanno già avuto: dare al Paese una percezione di se stesso o della sua classe politica deviata. Dove sta la verità? E sempre più s’impone la domanda: dove sta andando l’Italia?
| < Prec. | Succ. > |
|---|



Andrologia