Il corpo che cambia e la paura della deformità

 
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dismorfofobia_1Ci sono delle fasi nella vita di un individuo che rappresentano una drastica trasformazione, sia a livello psichico che a livello fisico. Come tutti i momenti legati ad una qualche forma di cambiamento, risulterà sempre fondamentale comprendere sia quale potrà essere la reazione del protagonista, sia la rete sociale che ruota intorno a questo, quale capacità avrà di sostenerlo ed aiutarlo a superare eventuali difficoltà di adattamento. Uno dei cambiamenti di natura fisica, è quello che coinvolge, soprattutto la donna, allorquando nel periodo della pubertà si ritrova a notare l’ingrandirsi del seno, la comparsa di peli pubici, il cambiamento della voce ed il corpo che assume sembianze marcatamente diverse da età precedenti. A questo punto entra prepotentemente in gioco la componente psichica: accettazione o rifiuto?

Come più volte si è sottolineato, la risposta a questa domanda non sta semplicemente nelle capacità di gestire il cambiamento dell’uomo/donna. Ed in questo fondamentalmente svolge un ruolo importante la sensibilità come la capacità dei genitori di spiegare cosa sta succedendo, dalla rete di contatti della persona, dal livello di competizione/ilarità scatenate, per esempio, a scuola.

Tecnicamente, definiamo “dismorfofobia” una paura persistente, anomala ed ingiustificata delle deformità, ma il problema è che queste deformità il più delle volte sono, a livello percettivo, esageratamente vissute. Non è raro riscontrare in queste persone un associato livello di ossessività per tutto ciò che è legato al cibo, con attivazione di un controllo e di un rigore davanti al quale non è possibile gestire una reazione sana e normale.

Ecco anche il perché alla dismorfofobia sono legate due delle patologie più diffuse nel panorama alimentare: anoressia mentale e bulimia nervosa. Nella quarta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM IV) l'anoressia mentale è un disturbo in cui il paziente rifiuta di mantenere un peso entro i limiti inferiori del normale, da un'intensa paura di aumentare di peso e da un'interpretazione significativamente errata del proprio corpo e della propria forma. La bulimia nervosa, invece, è un grave disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da una tendenza autolesionista per mezzo di un’alimentazione smodata unita ad una ricorrente ossessione di tenere sotto controllo il proprio peso.

dismorfofobia_2Non ci interessa comprendere le cause scatenanti, poiché questo aspetto è stato affrontato da studiosi e scuole di pensiero tra le più attente allo sviluppo psicoaffettivo. E comunque suggeriamo alcuni testi rappresentativi di tali problematiche, in coda al presente articolo. Piuttosto, è fondamentale chiarire cosa è possibile fare per prevenire una caduta così devastante in questi disturbi e, in prima analisi come fare a non incorrere nel labirintico meccanismo perverso della dismorfofobia.

Innanzitutto, è opportuno che i genitori, perfettamente in accordo tra loro, possano affrontare la tematica dello sviluppo fisico e sessuale del figlio o della figlia. Anche documentandosi o seguendo corsi di formazione non tanto su come si educa ma sul cosa dire e sul quando è opportuno intervenire. Non dimentichiamoci che è inevitabile anche assistere a coetanei che parlino, scambino punti di vista alle volte alterati su cosa significhi maturare sessualmente. Crediamo fortemente nel coinvolgimento di figure provenienti da varie realtà professionali e specialistiche: il medico di base, l’andrologo, il ginecologo, l’endocrinologo, assieme allo psicologo/psicoterapeuta, potranno costituire una valida equipe multidisciplinare, capace di soddisfare ogni più specifica esigenza conoscitiva. E, come accade in settori dove sussiste poca diffusione di queste risorse scientifiche, provvedere anche ad una pubblicizzazione capillare mediante strumenti oggigiorno maggiormente legati al mondo dei giovani (social network, forum, newsgroup, televisioni e radio).

 

Bibliografia essenziale

Gockel R., (1991), Donne che mangiano troppo - Quando il cibo serve a compensare i disagi affettivi, Feltrinelli, Milano

Norwood R., (2003), Donne che amano troppo, Feltrinelli, Milano

Cuzzolaro M., Piccolo F., Speranza A.M., (2009), Anoressia, Bulimia, Obesità. Disturbi dell'alimentazione e del peso corporeo da 0 a 14 anni, Carocci Editore, Roma

 

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