Con una dieta opportuna nella donna e programmando i rapporti sessuali in relazione all’ovulazione si ha più possibilità di ottenere una figlia femmina.
A queste conclusioni sono arrivati alcuni ricercatori olandesi guidati da Annet Noorlander in collaborazione con l’Università di Maastricht. In pratica 150 coppie desiderose di avere una figlia femmina avevano iniziato un trattamento che consisteva in una dieta specifica ad alto contenuto di Calcio e Magnesio ma basso di Sodio e Potassio. Per far questo le pazienti erano state invitate a mangiare soprattutto alimenti a base di latte o derivati ( almeno 500 grammi ) con supplementi di Magnesio, Calcio e Vitamina D in compresse. I cibi non contenevano sale da cucina. Questa dieta per essere efficace doveva essere mantenuta per almeno 9 settimane prima del concepimento, in pratica per i primi due cicli mestruali e mezzo. Subito dopo il concepimento la dieta poteva essere interrotta.
Inoltre queste coppie venivano invitate ad avere rapporti sessuali non protetti fino ai 2 giorni che precedevano l’ovulazione da calcolare mediante i comuni test per l’accertamento del fenomeno ovulatorio. Molte delle coppie non riuscirono a completare il programma che era stato loro suggerito ma nel gruppo di chi aveva perseguito il programma fino in fondo, è stato ricostrato che l’81% di questi ha ottenuto figli di sesso femminile, come desiderato.
La ragione del funzionamento di queste tecniche si basa sulla selezione di spermatozoi portatori dei cromosomi sessuali X che determinano con la fecondazione, il formarsi di embrioni portatori appunto di cellule con cromosomi sessuali XX in quanto l’ovocita ha sempre e solo il cromosoma X. Questa selezione potrebbe avvenire secondo i ricercatori perché la dieta induce modificazioni nella presenza di ioni ed ormoni sia a livello del muco cervicale che intorno agli ovociti prima della fecondazione che favorirebbero l’avanzata degli spermatozoi portatori del cromosoma X. Questo vantaggio si avrebbe anche per il maggior peso degli spermatozoi portatori di X anziché Y in quanto i secondi, più fragili e meno longevi, sarebbero sfavoriti nei rapporti lontani dall’ovulazione.
Si è visto che la costanza di aderire a questa dieta ed alla tempistica nei rapporti sessuali era cruciale nell’ottenimento dell’obiettivo. Infatti molte coppie non riuscirono a seguire alla lettera le prescrizioni.
Al contrario chi desidera avere figli maschi dovrebbe avere rapporti sessuali più prossimi all’ovulazione ed escludere dalla dieta cibi contenenti calcio come il latte e mangiare cibi sufficientemente salati.
Lo studio ha richiesto calcoli statistici molto complessi e un forte impegno sia nelle coppie che da parte dei medici che le seguivano.
Reproductive Biomedicine Online, Volume 21, Issue 6, Pages 794-802, December 2010
J.P.M. Geraedts ,J.B.M. Melissen
Female gender pre-selection by maternal diet in combination with timing of sexual intercourse – a prospective study R
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