Salvare il cuore con la dieta mediterranea

 
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Si può ridurre il rischio di infarto attraverso una dieta bilanciata, con moderata attività fisica

cuore-dieta-mediterraneaLe patologie cardiovascolari rappresentano in Italia un importante causa di morte. Il relativo rischio aumenta con l’età e per questo sicuramente dopo i 40 anni riveste un ruolo centrale la prevenzione. Secondo una statistica degli USA, del 2008, la patologia coronarica di per sé è responsabile del 40% delle morti, si avvicina molto alla percentuale di morti legate a neoplasie. Esistono due principali tipologie di fattori di rischio che possono favorire le malattie cardiovascolari:

rischi modificabili: fumo di sigaretta, alimentazione, stile di vita;

rischi non modificabili: diabete, ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, iperomocisteinemia, familiarità, età.

Se il soggetto presenta uno o più di questi fattori di rischio è opportuno attuare delle terapie sia farmacologiche che di altro tipo, in modo da contrastare l’insorgere di patologie negli anni. Ovviamente i fattori reversibili sono quelli che si possono modificare attuando per esempio una specifica dieta volta a limitare il consumo di alimenti che potrebbero avere un corrispettivo con questa patologia; quindi si incomincia a ridurre la quantità di grassi dalla dieta, dolci ecc.

Anche il fumo e lo stile di vita possono essere gestiti dal soggetto stesso. Per combattere la sedentarietà si possono seguire dei piccoli accorgimenti come ad esempio, evitare l’ascensore e prendere le scale, in pausa pranzo o nei buchi durante la giornata approfittarne per fare una camminata a piedi. Invece, i fattori di rischio non modificabili che spesso hanno un’origine genetica, a parte l’età, possono essere modulati con le rispettive terapie. È ovvio che i rischi reversibili se presenti accentuano ancora di più i rischi non modificabili.

Uno studio Italiano molto interessante, mostra come le abitudini alimentari possano influire sugli stati di salute e malattia. Questo lavoro è stato realizzato sulla popolazione appartenente alle aree nord e centro Italia, su un campione complessivo di 1221 soggetti uomini tra i 45 e i 64 anni.

Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare come la dieta potesse o meno influire sugli eventi cardiovascolari con un follow-up di 20 anni per l’incidenza di cardiopatie e 40 anni per la mortalità. Gli studiosi hanno potuto notare come il modello alimentare che ricorda quello della dieta mediterranea sia estremamente protettivo per l’insorgenza di eventi cardiovascolari fatali durante un follow-up di 40 anni.

Questo studio ci permette di capire che attraverso la semplice modificazione dell’alimentazione si possano ridurre i rischi di andare incontro a patologie di questo genere.

Ma quali sono, in termini pratici, le giuste modifiche da apportare all’alimentazione? In pazienti con fattori di rischio cardiovascolare abbiamo questa suddivisione:

 

  • 25-30% delle calorie totali deve essere rappresentata da grassi, (meno del 7% deve essere rappresentato da grassi saturi, fino al 10 % di grassi polinsaturi e 20% di monoinsaturi (olio di oliva extravergine)
  • 50-60% deve essere costituito da carboidrati, quindi pasta, pane e cereali
  • 15% deve essere rappresentato da proteine, in particolar modo si raccomandano quelle del pesce che contengono anche i famosi omega-3

 

Il colesterolo deve essere mantenuto sotto i 200 mg/die. Uno tra gli alimenti che contiene molto colesterolo (220 mg/die) è l’uovo; infatti in questi pazienti se ne consiglia un consumo di uno a settimana.

L’altra indicazione è l’assunzione di fitosteroli (2 g/die), da associare con fibre solubili (10-25 g7die). I fitosteroli sono un gruppo di composti che si trovano nelle membrane cellulari delle piante, sono simili strutturalmente al colesterolo e nel momento in cui si assumono, a livello intestinale competono con il colesterolo alimentare per l’assorbimento. Assumendo una quantità di 2 grammi al giorno di fitosteroli si può ottenere una riduzione del 10% del colesterolo totale. Questi composti si ritrovano molto facilmente negli oli vegetali, nei legumi, in frutta e verdura, esistono anche dei prodotti dietetici arricchiti in fitosteroli.

Quindi, parlare di dieta mediterranea significa parlare di una dieta ricca di frutta, verdura, cereali, legumi, pesce, olio di oliva, pochi latticini (da preferire i formaggi freschi rispetto a quelli stagionati), ed un consumo ridotto di: interiora, cervello, fegato e crostacei che contengono percentuali molto alte in colesterolo.

La dieta mediterranea prevede anche l’uso di alcol prevalentemente nei pasti. Va preferito il vino rosso per l’effetto antiossidante, nella quantità di un bicchiere a pasto.

A questo va aggiunta un’attività fisica regolare (20 minuti di camminata al dì per almeno 5 giorni alla settimana), e una dieta volta a tenere il peso sotto controllo.

 

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