Dolori e diarrea, e se fosse intolleranza al lattosio?

 
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latticiniLe intolleranze alimentari non sono allergie. Queste ultime sono delle reazioni avverse ad alcune sostanze. Dopo l’ingestione di un determinato alimento, il sistema immunitario produce anticorpi, in particolare le immunoglobuline E (IgE). Queste sono le principali responsabili delle reazioni allergiche e provocano l’insorgenza dei sintomi. Dall’altra parte invece ci sono le intolleranze alimentari che sono sempre della reazioni avverse agli alimenti, ma non su base immunologica, ma genetica.

L’intolleranza al lattosio è la conseguenza di un difetto di assorbimento intestinale dovuto alla carenza dell’enzima lattasi, capace metabolizzare il lattosio (zucchero complesso formato da glucosio e galattosio). La carenza di lattasi porta al deposito di glucosio nell’intestino e nel colon, dove i batteri presenti lo fermentano, producendo C0₂, responsabile del meteorismo, con gonfiore e dolori addominali. Inoltre, il lattosio trattiene l’acqua provocando la diarrea. L’insorgenza di questi quattro sintomi all’assunzione di lattosio però non è indicativa solo dell’intolleranza, ma potrebbe trattarsi della sindrome dell’intestino irritabile che si differenzia dalla prima situazione, per il fatto che, anche se l’enzima lattasi è presente, l’assunzione di latte provoca gli stessi disturbi, questa volta non causati dall'intolleranza, ma dalla sensibilità individuale al lattosio.

Il test di riferimento per fare diagnosi di intolleranza al lattosio è il test del respiro all’idrogeno o breath test, preceduto inevitabilmente da una attenta valutazione clinica. Dopo aver fatto la diagnosi di intolleranza, il paziente può scegliere di ridurre dalla propria alimentazione il lattosio, fino alla scomparsa dei sintomi e definire quindi una dose soglia minima, oppure assumere la lattasi (enzima responsabile della digestione del lattosio) sotto forma di capsule, che ingerite insieme al cibo ne aiutano la digestione.

Un’unica compressa di lattasi è in grado di digerire fino a 100 ml di latte vaccino. A differenza dell’allergia al lattosio, nell’intolleranza i pazienti molto spesso sono in grado di assumere piccole quantità di lattosio, senza avvertire alcun sintomo, anche perché il lattosio è presente in tracce dappertutto, anche in molti farmaci.

Tra i latticini l’alimento che contiene il più basso contenuto di lattosio è sicuramente il parmigiano stagionato, infatti questo risulta essere ben tollerato e inoltre costituisce un’ottima fonte di calcio. Molto spesso i pazienti intolleranti al lattosio tendono a togliere definitivamente dalla propria dieta il latte e i latticini, ma questo è deleterio in condizioni come la menopausa o nell’infanzia, dove il calcio promuove l’accrescimento osseo e la prevenzione di patologie come l’osteoporosi in età avanzata. Oltre al parmigiano anche lo yogurt, soprattutto quello fermentato con i lattobacilli, è un’ottima fonte di calcio a basso contenuto di lattosio. Quindi nei soggetti intolleranti al lattosio le fonti di calcio sono fondamentalmente tre: parmigiano, yogurt e acqua, poiché il calcio nell’acqua è biodisponibile, quindi è consigliata l’assunzione dell’acqua calcica, sostanzialmente acqua del rubinetto o molte minerali.

Negli ultimi anni, noti marchi alimentari si sono impegnati a produrre alimenti senza lattosio in modo da soddisfare anche le esigenze di tutti quei consumatori con questo tipo di intolleranza.

Ovviamente alimenti come pesce, carne, legumi freschi surgelati o secchi, uova, frutta, verdura, i condimenti tutti, tranne il burro, possono essere assunti tranquillamente poiché non c’è presenza di lattosio. Invece bisogna porre maggiore attenzione a:

  • Margarine, poiché molto spesso vengono prodotte con l’aggiunta di grassi idrogenati che procurano un danno non indifferente alla salute.

  • Prosciutto cotto e insaccati

  • Dolci in generale e caramelle

  • Cioccolato anche quello fondente

  • Prodotti per l’infanzia ( minestrine, omogeneizzati, biscotti, ecc)

  • Pizza

Quindi risulta essere molto importante imparare a leggere la composizione degli alimenti presenti sulle etichette dei prodotti per saperli valutare in base alle proprie esigenze.

 

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