La dieta mediterranea come scudo contro le malattie cronico-degenerative. Le buone abitudini a tavola, sono il segreto per una vita serena oltre che per una sessualità senza particolari problemi. Diabete, cardiopatie ischemiche, ipertensione e obesità – tutte malattie serie e diffuse nell’opulento mondo Occidentale – possono essere evitate o comunque non certo aggravate grazie alla dieta mediterranea.
Per fare il punto sul mangiar bene e il mangiare “italiano”, Vita che Nasce ha intervistato il professor Nino De Lorenzo, docente ordinario presso la cattedra di Nutrizione umana dell’università Tor Vergata di Roma, che ha sottolineato come sia necessario «definire cosa è buono per il consumatore, in modo da orientarlo verso una dieta positiva per l’organismo». «Diverse ricerche – ha proseguito De Lorenzo – hanno messo in evidenza come ciò che è buono per il palato, se mediterraneo e biologico, è anche salutare per il nostro fisico». Secondo De Lorenzo, inoltre, la cucina e la dieta Mediterranea contengono una serie di sostanze utili per la crescita e protettive per l’organismo, come gli antiossidanti: «frutta, verdura,legumi, ortaggi, cibi contenenti carboidrati complessi come la pasta e il pane integrale, insieme anche alla frutta secca – spiega il professore – sono alcuni tra gli alimenti principali della Dieta mediterranea che non dovrebbero mai mancare nella cucina di quanti mirano alla salute interiore e psicofisica. Non mediterranei, invece, sono le carni e i formaggi».
Particolarmente importante è il piatto unico: «cucinare insieme pasta, lenticchie, fagioli, ceci, con un pizzico di olio d’oliva, significa fornire in una sola portata la giusta partizione di calorie che nell’intera giornata dev’essere di cinque pasti al giorno. Almeno tre volte a settimana – sottolinea De Lorenzo – non deve mancare il pesce. Verdure e ortaggi, insieme alla frutta, devono superare i 600 grammi al giorno, mentre 23 devono essere i grammi di olio d’oliva».
Nel nostro Paese, però, gli italiani sembrano aver smarrito la memoria e l’abitudine alla buona cucina. «I consumi – conclude De Lorenzo - non sono assolutamente mediterranei e questo ha causato un discostamento da una dieta di qualità che allungava la vita e permetteva di prevenire molte delle patologie oggi tristemente note».
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