Già nell’antichità le ostriche venivano consumate in abbondante quantità sia crude, accompagnate da un po’ di limone, che cotte. I Romani addirittura trovarono il modo per creare degli allevamenti. Lo storico romano Plinio le descriveva così: “Le ostriche del Mar di Marmara sono già più grosse di quelle di Lucrino, più dolci di quelle della Bretagna, più gustose di quelle di Medoc, più piccanti di quelle di Efeso, più piene di quelle spagnole… più bianche di quelle del Circeo; di quest’ultime è assodato che non ve ne sono di più dolci o più tenere”.
“Mangiando le ostriche con quel forte sapore di mare e quel
leggero sapore metallico, bevendo il loro liquido freddo da
ogni guscio, accompagnandolo con un gustoso vino frizante,
quella sensazione di vuoto sparì e cominciai ad essere felice”.
Ernest Hemingway
I popoli antichi ne esaltavano sia il gusto che le proprietà curative pur non descrivendo nei dettagli le proprietà benefiche di questi frutti di mare. Abbiamo tuttavia testimonianze sulle qualità energizzanti e afrodisiache dopo un buon pasto a base di ostriche. Il medico umanista Michele Savonarola attribuiva il loro potere seducente e sensuale probabilmente a causa della “ventosità del loro guscio” e per la “forma del frutto”, simile agli organi genitali femminili, tanto che mise in guardia contro gli istinti lussuriosi scatenati da questi molluschi.
Lo stesso Giacomo Casanova, come si legge nei suoi diari, era un grande consumatore di ostriche e nei suoi incontri amorosi queste rappresentavano un cibo da seduzione. Scrive, infatti: “Per puro caso un’ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia sdrucciolò fuori dal guscio e le cadde sul seno. La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glielo impedì, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta ….”
Solo ai giorni nostri si è riusciti a capire il motivo di così tanto fervore quando si mangiano le ostriche. Queste contengono un’ alta percentuale di Zinco il quale, oltre ad essere un ottimo antibiotico naturale a livello delle vie genito-urinarie e della prostata, aumenta in maniera sensibile la funzione riproduttiva sia per l’uomo che per la donna. Lo zinco, infatti, ha un ruolo fondamentale nello stabilizzare il DNA dei gameti (spermatozoi e ovociti) ed entra a far parte di numerose reazioni biologiche che sono all’origine della vita. Ma c’è di più! Un lavoro scientifico presentato a San Diego durante il congresso della American Chemical Society ha dimostrato che le ostriche sono ricche di Acido D-Aspartico, aminoacido notoriamente coinvolto nella secrezione ormonale. Questa sostanza infatti aiuta l’ipotalamo e l’ipofisi a rilasciare quegli ormoni (GN-Rh e LH) che regolano la produzione di testosterone da parte del testicolo e di estrogeni e progesterone da parte delle ovaie. L’Acido D-Aspartico è normalmente presente nel liquido seminale, nei testicoli e negli spermatozoi di uomini adulti sani, ma nei casi di sterilità maschile questo si riduce dalle 3 alle 6 volte a seconda della gravità del quadro clinico.
Questo non significa certo che per mantenere il proprio apparato riproduttivo in buona salute bisogna consumare ostriche ad ogni pasto. E’ sufficiente assicurarsi un congruo apporto di Zinco raccomandato nella dieta (10 mg al giorno per gli uomini e 7 mg per le donne) e prediligere anche altri alimenti che, come le ostriche, contengono Acido D-Aspartico, come le proteine della soia, il baccalà, lo stoccafisso, l'alga spirulina essiccata, lo storione affumicato, i ricci e i frutti di mare in genere, la pancetta di maiale cotta ed altri.
Infine ricordiamo che un eccesso di Zinco ha effetti dannosi sull’organismo (come accade per tutti i minerali), perché può causare febbre, nausea, vomito, dissenteria, arteriosclerosi precoce, difficoltà di coordinamento muscolare, alterazioni nell’assorbimento di calcio e magnesio e nel metabolismo di ferro e rame. Attenzione infine, perché quando negli spermatozoi lo Zinco è in eccesso, il maschio può addirittura essere le causa di aborti precoci e ripetuti nelle donne, perché il suo DNA è troppo addensato e si accoppia male con quello presente negli ovociti. Le patologie prostatiche infiammatorie o il varicocele, per esempio, aumentano di per sé la quota di Zinco negli spermatozoi, in questi casi aggiungerne altro nella dieta, magari abbondando con le ostriche, potrebbe creare una situazione del genere ed essere quindi controproducente per la coppia.
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