Ovaio policistico e nutrizione

 
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Un aiuto alla sindrome dell'ovaio policistico può venire da un adeguato regime dell'alimentazione.
Infatti l'assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico produce moltissima insulina che porta all’iperstimolazione dei tessuti insulino-dipendenti, in particolare il tessuto adiposo

ovaio policistico e nutrizioneL’ovaio policistico rappresenta la più comune causa di infertilità anaovulatoria e si associa frequentemente ad alterazioni metaboliche quali l’insulino-resistenza e la conseguente iperinsulinemia, ossia l’eccessiva produzione dell’insulina da parte del pancreas.

Un modo per limitare l’eccessiva produzione di insulina è quello di mangiare alimenti con basso indice glicemico e che quindi non inducano il pancreas a liberare quantità eccessive di questo ormone (insulina).

Dopo l'assunzione di carboidrati ad alto indice glicemico, viene prodotta moltissima insulina che porta all’iperstimolazione dei tessuti insulino-dipendenti, in particolare il tessuto adiposo.

Gli alimenti a basso indice glicemico sono cereali integrali e derivati (in particolar modo crusca d’orzo e avena), frutta e verdura (in particolare frutta secca, ribes, mirtilli e lamponi, spinaci, scalogno, indivia e germogli), pasta al dente, latticini (yogurt, latte intero, formaggi freschi, ricotta, ecc).

Gli alimenti ad alto indice glicemico invece sono tutti quelli facilmente assimilabili: principalmente birra, zucchero, patate sotto ogni forma, carote (cotte), pane molto raffinato, pane in cassetta, rapa (cotta), riso in ogni forma (soffiato, gallette di riso, ecc), sedano rapa, anguria, melone, cocomero, cialda/wafer; latte (con zucchero) e zucca (di vario tipo).

Bisogna tener presente dei punti chiave in riferimento all’indice glicemico:

  1. l’aggiunta di grassi ad un alimento diminuisce l’indice glicemico perché i grassi rallentano la digestione e quindi l’assimilazione dell’alimento. Infatti il latte intero ha un indice glicemico molto più basso di quello scremato. Ovviamente sono da preferire grassi più salutari, di origine vegetale (olio d’oliva o olio di lino), dal pesce  (salmone, sgombri, acciughe ecc.) o direttamente dall’olio di pesce.
  2. un pasto che contenga più del 55% di calorie giornaliere derivanti da carboidrati causa un forte rilascio di insulina, quindi il rilascio di insulina non dipende solo dall’indice glicemico dell’alimento ma anche dalla quantità di carboidrati ingeriti.
  3. le fibre fanno diminuire l’indice glicemico, quindi bisogna favorire cereali integrali o una pasta con le verdure  a cerali  raffinati o ad una pasta al sugo.

Bisogna tenere presente che ad un’alimentazione ipoglicemica bisogna associare una moderata attività fisica giornaliera, che stimoli i tessuti, soprattutto i muscoli, a consumare in maniera adeguata gli zuccheri, rispondendo efficientemente al rilascio insulinico.

 

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