Dalla soia un'ottimo rimedio alla menopausa

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Lunedì 17 Ottobre 2011 00:00 Scritto da Elisa Cantarini
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I fitoestrogeni contenuti in questi alimenti possono regolare il livello ormonale nelle donne

I fitoestrogeni contenuti in questi alimenti possono regolare il livello ormonale nelle donne

soiaGli estrogeni vegetali, anche detti fitoestrogeni, hanno una somiglianza strutturale e un’attività estrogenica molto simile a quella degli ormoni femminili, seppure con un’ efficacia molto più contenuta. Questi cosiddetti “ormoni vegetali”, sono presenti in circa 300 piante diverse, di cui molte non sono commestibili. Ad oggi le fonti alimentari che presentano il maggior contenuto fitoestrogenico sono la soia, i legumi, i cereali, le noci e in quantità minore anche alcuni tipi di frutta e verdura.

La soia, insieme a tutti i suoi derivati, come le farine, il latte e il tofu, rappresenta l'alimento con la più alta concentrazione di fitoestrogeni, i quali contribuiscono a regolare naturalmente la produzione ormonale corporea.

I ricercatori hanno notato che nei paesi in cui è maggiore il consumo di legumi e cereali, vi è una minore incidenza di patologie come il cancro alla mammella, quello uterino e intestinale, aterosclerosi e osteoporosi.

La ricerca scientifica si è inoltre soffermata anche sul risvolto positivo che i fitoestrogeni esercitano sui disturbi legati alla menopausa. In particolare si è visto che il consumo e l’integrazione nella dieta di isoflavoni può avere un effetto benefico sulle vampate di calore, sull’atrofia tissutale e la secchezza vaginale; tutti disturbi che la menopausa può portare.

In un articolo pubblicato di recente dal National Cancer Institute la “genisteina”, importante isoflavone, è stata indicata come un possibile agente anticancro presente nei lupini, nelle fave e nella soia. La ginesteina, sembra influire sul metabolismo della cellule del tumore, indebolendo le loro capacità di difesa contro i trattamenti anticancro, quali la chemioterapia e la radioterapia.

I fitoestrogeni contenuti nella soia possono proteggere efficacemente anche le giovani donne dall’endometriosi, da mastopatia fibrocistica e da fibromi dell’utero. In uno studio è stata messa in evidenza la relazione tra la bassa percentuale di queste patologie nelle donne cinesi che consumano regolarmente elevate quantità di cibi a base di soia, in particolare il tofu. Da questo studio è emerso che i cinesi che consumano fagioli e soia hanno solo un’incidenza del 50% di cancro allo stomaco, al colon, al seno e al polmone, rispetto ai cinesi che invece consumano saltuariamente questi alimenti ricchi in fitoestrogeni, che quindi presentano una maggiore incidenza di queste patologie.

Ma come agiscono esattamente gli isoflavoni di soia? Questi possono agire essenzialmente sia come agonisti, che come antagonisti degli estrogeni. Questo vuol dire che in presenza di elevati livelli di estrogeni (durante l’età fertile), gli isoflavoni si comportano come degli antagonisti e quindi competono con gli ormoni femminili per gli specifici recettori. Al contrario, in presenza di bassi livelli ormonali (durante la menopausa), gli isoflavoni svolgono l’attività di agonisti estrogenici, e quindi supportano in parte la mancanza di ormoni.

La terapia sostitutiva ormonale per la post-menopausa è molto utilizzata dalle donne italiane e porta ai seguenti benefici: conserva la densità ossea, riduce il rischio di malattie cardiache croniche e infine è un buon sostegno per mantenere le funzioni cognitive con l’avanzare dell’età. Nonostante tutti questi aspetti positivi, la terapia sostitutiva ormonale aumenta il rischio di cancro alla mammella nel 10% delle donne al di sopra dei 55 anni. Quindi una valida alternativa a questa terapia è sicuramente l’utilizzo degli isoflavoni di soia, anche se svolgono un’azione molto più blanda rispetto alla vera e propria terapia sostitutiva ormonale, ma hanno il vantaggio di avere un ruolo protettivo nei confronti del cancro al seno. Gli isoflavoni di soia, infatti, sono maggiormente raccomandati a tutte quelle donne che non soffrono eccessivamente dei disturbi conseguenti alla menopausa.

Non è facile stabilire una dose raccomandata specifica, ma in linea di massima per conferire protezione si indicano dosi che vanno dai 45 ai 90 mg di isoflavoni al giorno, che corrispondono per esempio a circa 2-3 porzioni di cibi a base di soia. Ovviamente l’apporto via integratori rappresenta il modo più semplice soprattutto alle nostre latitudini, dove la soia è ancora poco conosciuta e utilizzata.

L’efficacia degli isoflavoni di soia sul metabolismo ormonale e tutti i suoi benefici sono ormai consolidati; sono considerati come dei veri e propri “integratori alimentari” e sono venduti in farmacia. Ovviamente possono essere acquistati senza ricetta medica, anche se è preferibile riferirsi sempre al proprio ginecologo per avere il prodotto che meglio corrisponde alle proprie necessità.

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