Menopausa precoce, le parrucchiere a rischio

 
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parrucchiereLe parrucchiere rischiano avere una menopausa precoce. Ginecologi della Johns Hopkins University e del Mercy Medical Center coordinati per questo studio da Rocco Gallicchio hanno voluto indagare la possibilità di una maggiore incidenza della menopausa precoce (MP) in 443 parrucchiere rispetto a 508 donne impiegate in altre occupazioni ma della stessa età. Del primo gruppo, 14 (3,2%) sono risultate effettivamente affette da MP, e solo 7 (1,4%) quelle del secondo, cioè quelle donne che non sono impiegate come parrucchiere. Nelle donne di origine caucasica (che erano la maggior parte di loro ossia l’85%) questa differenza è stata addirittura 5 volte superiore.

Per menopausa precoce si intende la naturale e irreversibile scomparsa dei flussi mestruali in una donna prima di 40 anni. Al problema di non poter avere più figli in un’età ancora giovane, si aggiunge un alto rischio di malattie circolatorie ed osteoporosi perché queste donne assai presto non producono più estrogeni. La loro aspettativa di vita è minore rispetto a quelle che vanno in menopausa intorno ai 50 anni.

Le sostanze chimiche alle quali le parrucchiere sono maggiormente esposte comprendono solventi, coloranti dei capelli, alcoli, glicol etilene, metacrilati e ftalati. Nei test su animali si è capito che queste sostanze ed in particolari i solventi distruggono i follicoli ovarici.

Questo è il primo studio che descrive l’associazione tra un tipo di lavoro svolto, in questo caso quello di parrucchiera, ed una patologia seria dell’apparato riproduttivo  come la menopausa precoce. Da un punto di vista pratico una parrucchiera dovrebbe prendere alcuni accorgimenti di prevenzione per proteggere la propria salute riproduttiva misurando abbastanza presto (prima dei 30 anni) e periodicamente la sua riserva ovarica (conta dei follicoli antrali mediante ecografia transvaginale e dosaggio dell’ ormone FSH al 3° giorno del ciclo). Nel caso in cui si manifesti una diminuzione troppo rapida della riserva ovarica in relazione all’età sarebbe opportuno valutare un allontanamento dalle fonti tossiche del proprio lavoro. Inoltre è bene che queste lavoratrici non rimandino troppo nel tempo la decisione di avere un figlio.

 

Blastocisti e PGs sempre buone tecniche?

Quanti embrioni arrivano dopo 5 giorni di coltura a blastocisti? Si calcola circa il 50% da un recente lavoro scientifico su queste tecniche con una percentuale di gravidanze cliniche del 14% per Pick-Up. I nostri risultati (Centro Biofertility 2016) senza coltura a blastocisti o PGs ci hanno mostrato un tasso di gravidanze clinico del 32% per Pick-Up
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“Sembra una stella cadente….!”

embriotransfer scritta
Prof.Claudio Manna