Bioetica e fecondazione assistita, la tecnica che mette d'accordo tutti

 
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fecondazione-vitroIl richiamo del Papa a favorire la ricerca su temi sensibili della bioetica riguardo la promozione della vita è stato uno dei temi più dibattuti durante la Giornata che ogni anno promuove il Movimento per la Vita.

Questo tema pare coincidere con una recente pubblicazione di dati riguardanti la nuova tecnica USET di Fecondazione assistita con la quale ovociti e spermatozoi vengono introdotti insieme nell’utero. In quest’organo, anziché nelle tube, si verifica la fecondazione e gli embrioni che in seguito si sviluppano possono impiantarsi così naturalmente.

Si tratta perciò di una tecnica che non manipola embrioni al di fuori del corpo ed i gameti sono ben separati prima di incontrarsi nel corpo della donna. USET infatti è l’acronimo di Uterine Sperm Egg Transfer. Questa tecnica può essere attuata quando le tube non sono funzionanti. Potrebbe cioè sostituire la Fivet, nata nel 1978 proprio quando Edwards e Steptoe la utilizzarono con successo per superare l’infertilità tubarica della mamma di Louise Brown la prima bambina al mondo ad essere concepita al di fuori del corpo.

Naturalmente la USET presuppone che non vi sia un fattore andrologico severo come causa dell’infertilità di coppia in quanto in tal caso gli spermatozoi non sarebbero in grado da soli di fecondare qualora introdotti insieme agli ovociti nell’utero. In questi casi la ICSI, infatti, resta la tecnica più sicura per ottenere la fecondazione. Non possiamo escludere però che anche in situazioni meno severe di infertilità maschile terapie andrologiche ben studiate possano ugualmente portare ad un certo successo. I risultati della USET sembrano molto incoraggianti dalle prime statistiche pubblicate, ma studi più estesi dovrebbero confermarle. Resta il fatto che la ricerca nel campo della riproduzione umana ha introdotto nella pratica clinica nuove tecniche bioeticamente ineccepibili per affrontare con prospettive di successo cause importanti nell’infertilità di coppia come quelle tubariche. Non si esclude che anche l’infertilità inspiegata possa essere un’altra indicazione per questa nuova tecnica.

 

Uterine sperm–egg transfer: a cost-effective alternative to IVF in anovulatory women

Kamal K. Ahuja, Matey Andonov, Elena Linara, Eric Simons

Reproductive BioMedicine Online
June 2010(Vol. 20, Issue 6,Pages 707-708)

 

 

Blastocisti e PGs sempre buone tecniche?

Quanti embrioni arrivano dopo 5 giorni di coltura a blastocisti? Si calcola circa il 50% da un recente lavoro scientifico su queste tecniche con una percentuale di gravidanze cliniche del 14% per Pick-Up. I nostri risultati (Centro Biofertility 2016) senza coltura a blastocisti o PGs ci hanno mostrato un tasso di gravidanze clinico del 32% per Pick-Up
riprova

“Sembra una stella cadente….!”

embriotransfer scritta
Prof.Claudio Manna