E' consigliabile una mammografia per le pazienti over 35 che si sottopongono alla FIVET o ICSI
Nessun rischio con la fecondazione assistita. Nonostante i primi allarmistici studi in merito, in un recentissimo Workshop, organizzato in Germania dalla Società Europea per la Riproduzione Umana (ESHRE) esperti internazionali hanno discusso sui rischi oncologici che potrebbero correre le donne che si sottopongono a Fecondazione Assistita ed i risultati emersi sono rassicuranti anche se è necessario vigilare ancora.
Il numero di Maggio del periodico Focus on Reproduction ha evidenziato come il primo studio apparso nel 1993 dalla Whittemore sull’argomento riportava un aumento di incidenza di cancro ovarico nelle donne che usavano farmaci per curare l’infertilità (ad esempio gonadotropine). La stessa ricercatrice però dopo aver seguito per 30 anni oltre 2mila donne che avevano fatto stimolazioni ovariche dal 1964 al 1974 non trovò un aumento di incidenza del tumore ovarico. Quella prima preoccupante ricerca, infatti, secondo il grande epidemiologo israeliano Liar Lerner-Geva non è stata mai più confermata in nessuno degli studi eseguiti negli anni successivi sull’argomento. Anzi, archiviato il problema del cancro ovarico, l’attenzione degli studi secondo l’epidemiologa americana Louise Brinton del National Cancer Institute si sta oggi concentrando sul tumore mammario. Secondo la studiosa, i dati disponibili a tutt’oggi sono abbastanza confusi in quanto alcuni studi riferiscono una diminuzione, altri un aumento, altri ancora nessuna relazione tra il carcinoma mammario e le terapie per l’infertilità. Lei stessa ha seguito 12mila donne infertili dal 1965 al 1999 e non ha trovato relazioni statisticamente significative tra il cancro ovarico o mammario e i trattamenti per l’infertilità. Uno studio francese su 92mila donne ha trovato una prevalenza solo in quelle che avevano una familiarità per il tumore mammario. In questo caso si può dire che queste donne probabilmente avrebbero comunque sviluppato il tumore anche se non fossero state sottoposte a stimolazione delle ovaie.
Uno studio recente eseguito in Svezia su donne che avevano avuto figli con la FIVET ha dimostrato una riduzione significativa ed inaspettata del rischio di insorgenza del tumore mammario e del collo uterino. In un altro studio israeliano Ron El ha riscontrato 35 tumori al seno in 3.375 donne sottoposte a FIVET e seguite per oltre 8 anni anziché i 24,9 attesi dalla popolazione generale. Tuttavia in questo studio si è visto anche come la maggior parte di queste donne che si erano ammalate, aveva eseguito più di 4 tentativi, aveva problemi di infertilità ormonale (presentava cioè problemi che di per sé potevano aver già prima stimolato negativamente la ghiandola mammaria), e presentava un età di 40 o più anni (un’età cioè di rischio specialmente per chi ottiene un figlio in tarda età).
Sulla base di tutte queste osservazioni l’organizzatore del Meeting, Ricardo Felberbaum, è convinto dell'opportunità di cercare di fare uno screening con mammografia a tutte le donne oltre i 35 anni prima di sottoporsi a Fecondazione assistita. Infatti dobbiamo tener anche conto che la gravidanza in sé, indipendentemente da come si sia ottenuta, rappresenta un rischio maggiore di tumore al seno.
Infine, riguardo alla possibilità che i bambini nati con queste tecniche possano sviluppare qualche forma di tumore, il pediatra di Rotterdam Irwin Reiss ha affermato come al momento attuale non vi sia alcuna associazione negativa.
In conclusione si può dire che non si deve essere allarmisti sull'associazione tra i tumori maligni e i trattamenti per l’infertilità con la Fecondazione Assistita. Tuttavia è necessario che il mondo scientifico prosegua nella ricerca al fine di arrivare ma che gli studi devono continuare ed è sempre bene fare prevenzione.
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