Come trattare al meglio l’Endometriosi ed ottenere i migliori risultati dalla Fecondazione assistita
Secondo le attuali linee guida il medico interviene chirurgicamente sulle cisti ovariche quando c'è presenza di forti dolori, infertilità o quando ci sono cisti endometriosiche di diametro superiore a 4 centimetri anche in assenza di sintomatologia rilevante.
Una seconda variabile da tenere in considerazione è il tipo di intervento che si esegue. Come già sottolineato, attualmente la chirurgia laparoscopica è considerata il “gold standard” per il trattamento delle cisti endometriosiche. La tecnica di asportazione delle cisti mediante drenaggio del contenuto cistico e successiva coagulazione della parete, sia mediante vaporizzazione laser sia mediante coagulazione bipolare è stata da anni abbandonata. Questa procedura infatti è associata ad un’importante reazione infiammatoria, oltre che ad una compromissione della circolazione locale nel tessuto ovarico adiacente, con una notevole ripercussione a carico della riserva ovarica. Inoltre, con questa tecnica si otteneva un’incompleta asportazione del tessuto endometriosico ed un tasso di recidiva della malattia per la donna più alto rispetto alla tecnica in cui la parete della cisti non viene coagulata ma semplicemente asportata.
La tecnica dell’escissione della cisti con la tecnica dello “stripping” rappresenta senza dubbio il trattamento più completo dell’endometrioma. Infatti, sembrerebbe che il piano di separazione (clivaggio) creato durante la procedura dello “stripping” segua proprio l’interfaccia tra la capsula fibrotica che contiene il fluido della cisti e il normale tessuto ovarico, favorendo la completa rimozione dell’endometriosi stessa. La procedura dello stripping non sembra rappresentare una manovra eccessiva, poiché il tessuto che viene asportato con l’endometrioma è per lo più tessuto fibrotico ossia non funzionante perché senza follicoli.
![]() |
![]() |
chirurgo, che osserva proprio la mutazione di colore del tessuto, dove si esercita l' azione elettrotermica. La coagulazione è più stabile che con la corrente monopolare, perché con la pinza bipolare, nel punto d'azione, difficilmente si forma l'escara (area di necrosi per disidrazione e carbonizzazione del tessuto). Un tipo molto avanzato di pinza bipolare che può essere utilizzata per fare l’emostasi sul letto cistico ovarico dopo enucleazione cisti è il BiClamp collegato ad un particolare elettrobisturi.
Con questo sistema di coagulazione gli effetti negativi di adesione delle branche al tessuto ovarico vengono sensibilmente ridotti grazie al dosaggio automatico della potenza, presente in tutti gli apparecchi, in combinazione con le funzioni di coagulazione Soft e AUTO STOP.
- Minima adesione al tessuto grazie all’elevata conduttività termica
- Minima lacerazione del vaso coagulato
- Coagulazione estremamente precisa e sicura grazie alla finissima geometria della punta della pinza che danneggia il meno possibile il tessuto ovarico
- Presa sicura del tessuto grazie alle superficie ruvida delle 2 branche della pinza
- Massimo risparmio di tempo grazie a esigenze minime di pulizia dello strumento
- Lunga durata dello strumento grazie alla lega di alta qualità
- Funzione di STOP AUTO che arresta automaticamente il processo di coagulazione quando è stata raggiunta la coagulazione ottimale del tessuto.
- Può essere sterilizzato e riutilizzato diminuendo così anche i costi dell’intervento
- Dopo coagulazione con BiClamp non sono necessarie legature aggiuntive del tessuto
In conclusione, l’endometriosi ovarica è una patologia che colpisce soprattutto donne in età riproduttiva con il desiderio di preservare la propria fertilità e di ottenere una gravidanza dopo il trattamento chirurgico; quindi, l'obiettivo della chirurgia è duplice poiché mirato sia all’asportazione in toto della cisti endometriosica sia a preservare il più possibile la riserva follicolare dell’ovaio affetto.
|
|
|
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|








Andrologia