La pillola permette anche di eliminare il dolore delle mestruazioni e risparmiare sugli assorbenti
La pillola riduce i tumori. Sono sempre di più le segnalazioni scientifiche secondo le quali l’uso della pillola anticoncezionale (estroprogestinico) assunta per molti anni porta ad un rischio significativamente ridotto di insorgenza di alcuni tumori come il carcinoma dell’ovaio che presenta una mortalità elevata. Anche per l’endometriosi si sta discutendo nella comunità scientifica sul ruolo positivo della pillola per ridurne insorgenza ed effetti.
Combattere l’endometriosi. La spiegazione di questi effetti non è ancora completamente chiara ma per l’endometriosi appare intuitiva. Infatti, questa malattia è caratterizzata dalla presenza di endometrio non solo nella cavità dell’utero (come normalmente dovrebbe essere) ma anche in altre parti del corpo, specialmente in tutta la pelvi ed in particolare nell’ovaio. Quando si verifica la mestruazione l’endometrio normalmente si sfalda all’esterno sotto forma si sangue mestruale. L’endometrio anomalo invece si sfalda all’interno del corpo quando cioè l’endometriosi è presente in posti dove non dovrebbe esistere come ovaio, peritoneo, pelvi, vescica, ureteri, setto retto-vaginale ecc. Il sangue mestruale, così, provoca molto dolore quando si forma in questi organi ma provoca anche cicatrici e aderenze che possono causare anche infertilità o la formazione di cisti. Inoltre, le cisti ovariche e la loro eventuale rimozione chirurgica riducono la riserva ovarica della donna e dunque la sua fertilità.
La pillola senza soste. È noto che chi usa la pillola anticoncezionale mostra un flusso mestruale ridotto e pertanto meno sanguinamento nei luoghi dell’endometriosi. Ma se la pillola viene assunta continuamente senza la classica pausa di 7 giorni al mese, la mestruazione non si verifica affatto. In genere, nelle terapie dell’endometriosi, non si interrompe il trattamento con la pillola. Ciò è possibile a cominciare da età assai precoci e ciò può prevenire almeno in parte o eventualmente ridurre l’intensità dell’endometriosi stessa.
Contro i tumori. Numerosi ed importanti sono gli studi sull’associazione tra l’uso dei contraccettivi estroprogestinici e la riduzione di insorgenza e mortalità da tumore maligno dell’ovaio (Hannaford e collaboratori,2007; Cibula e collaboratori 2010 ). Mediante 45 studi effettuati in 21 Paesi con dati pubblicati nel 2008 si è visto oltretutto che maggiori sono gli anni di assunzione della pillola anticoncezionale più prolungata nel tempo risulta la prevenzione del tumore ovarico. Si calcola infatti che per 15 anni di assunzione dell’estroprogestinico il rischio di insorgenza del tumore ovarico viene dimezzato. Inoltre questo effetto non dipende dal tipo di pillola usata perché tutte dimostrano lo stesso effetto positivo.
Cancro ed endometriosi, un qualche collegamento c’è. Il modo preciso con cui il principio attivo della pillola agirebbe proteggendo l’ovaio non è noto ma si pensa che sia legato al meccanismo dell’ovulazione o al sangue mestruale che dall’utero giunge vicino alla tuba ed all’ovaio. D’altra parte è noto che le donne affette da endometriosi sviluppano con frequenza doppia rispetto alle altre i tumori maligni dell’ovaio. Sembra proprio che ci sia uno strano destino che accomuna queste due malattie.
Una scelta che fa risparmiare. Quindi, l’uso degli estroprogestinici assunti soprattutto con una modalità continua darebbe numerosi vantaggi alla donna: effetto anticoncezionale, riduzione del rischio endometriosi ed infertilità, minore insorgenza di tumori ovarici maligni, liberazione dal fastidio del flusso mestruale specialmente per chi lo ha lungo ed abbondante. Infine, non trascuriamo il risparmio sull’acquisto di assorbenti che in tempi di crisi non è da sottovalutare. Non dobbiamo dimenticare che se mettessimo in fila tutte le giornate mestruali della vita di una donna arriveremmo mediamente a circa 3 anni di mestruazione! Un fastidio ed un costo anche sociale non trascurabili.
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Twitter: @Claudio_Manna
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