Donna con due vagine? Non è una leggenda

 
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Una donna con due vagine ha anche due uteri. Ma questo comporta un rischio di aborti ricorrenti

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Di sé dice che ha perso la verginità due volte. Hzel Jones, un'inglese di 27 anni, ha infatti svelato di avere due vagine e quindi due imeni. La storia l'ha raccontata all'emittente inglese ITV1, una delle più seguite a livello nazionale. "Durante le feste - ha spiegato Hzel - la mia vicenda aiuta a rompere il ghiaccio. E se qualcuno non ci crede, può controllare. Mi piace mostrare agli altri le mie parti intime".

Battute a parte, è utile comprendere la natura di una simile quanto rara malformazione, capace di causare non pochi problemi al parto.

"Di norma - spiega il ginecologo Claudio Manna - le malformazioni dell’apparato genitale interno che comportano due vagine coinvolgono anche l’utero che risulta doppio. Questo accade perché tali organi derivano in gran parte da due canali embrionali chiamati 'Dotti di Muller' che ad un certo momento della vita fetale si fondono a formare un unico utero ed un’unica vagina. Se per qualche ragione tale fusione non avviene o si verifica solo parzialmente - spiega ancora il professor Manna - si possono avere una serie molto variabile di anomalie: parti di utero doppie (utero bicorne), due uteri (utero didelfo), e molto più raramente due vagine o meglio una vagina con un setto che la divide in due parti longitudinalmente. In questo senso, le anomalie che riguardano tutta la vagina sono assai più rare".

Secondo i dati comunicati dal professor Manna, la frequenza complessiva di questi difetti è assai variabile, compresa tra lo 0,1% e il 3,5%. Vengono in genere riconosciuti tardivamente, non prima dell’adolescenza e spesso in caso di infertilità o aborto ricorrente

"La donna - prosegue il Ginecologo prof. Manna - con un setto vaginale (impropriamente due vagine) ha anche due uteri e si può accorgere del problema vaginale quando cerca di inserire un tampone interno per il controllo del flusso mestruale: inserendolo in uno solo dei due canali, si ha comunque una perdita di sangue. Problematici sono spesso anche i rapporti sessuali, sebbene in alcuni casi, quando uno dei due canali è di dimensioni più ridotte, la penetrazione può avvenire in uno solo di essi senza che la donna avverta sintomi particolari. L’intervento chirurgico - conclude Manna - può essere richiesto in caso di fastidi rilevanti e consiste nella rimozione chirurgica e completa del setto".

Twitter: @Claudio_Manna

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