La fecondazione assistita ai tempi della crisi

 
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Diagnosi e terapie nell'infertilità in tempi di crisi economica. Qualità, personalizzazione e umanità: parole d'ordine per spendere bene

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Oggi si sa: un figlio costa molto anche prima della sua nascita, soprattutto quando non arriva spontaneamente e ci si deve rivolgere al medico. Specialmente poi quando la crisi economica costringe a risparmiare su tutto, diventa importante in caso d’infertilità attuare una serie di misure pratiche per ridurre i costi della diagnosi e della terapia.

Le analisi. Cominciamo dalle analisi. Rivolgiamoci a centri qualificati che seppure con tempi più lunghi o qualche costo maggiore riusciranno a darci risultati affidabili che non costringano il medico a farle ripetere o impostare la terapia in modo approssimativo. Inoltre, gran parte delle analisi eseguite

in centri convenzionati possono costare di più rispetto al privato. Ad esempio fare 2 esami ormonali costa 55 euro con la ricetta regionale mentre potrebbe costare assai meno (circa 40 euro) in caso di prestazione totalmente privata. Poi bisogna contare l'obbligatorio passaggio attraverso il medico di famiglia e poi le lunghe liste d'attesa in un laboratorio convenzionato.

Qualità uguale risparmio. La qualità è sinonimo, il più delle volte, di risparmio. Ciò è particolarmente vero con lo spermiogramma. Si tratta di un esame molto specialistico e delicato che non eseguono tutti i laboratori di analisi in modo idoneo ed affidabile. In fondo è un esame poco costoso (difficilmente supera i 100 euro) ma decisivo per il partner maschile. Per la donna è fondamentale richiedere la misura della sua riserva ovarica che può essere fatta nel corso di una semplice ecografia pelvica con la cosiddetta “conta dei follicoli antrali” che, insieme al dosaggio di alcuni ormoni tra cui l’AMH o Ormone antimulleriano, farà risparmiare al medico, alla donna e a tutta la comunità sia tempo che farmaci nel caso in cui si volessero stimolare le ovaie. Si potrà infatti eventualmente rinunciare alla stimolazione se la riserva ovarica è estremamente ridotta da non dare alcuna speranza, oppure modulare in maniera giusta l’uso dei farmaci quando la riserva è elevata. Inoltre, esami come quelli infettivologici non dovrebbero essere ripetuti solo perché sono passati 3 mesi dagli ultimi eseguiti. Non esageriamo!

Risparmiare personalizzando. Per quanto riguarda le terapie ed in particolare quelle di Fecondazione assistita, a parte i centri pubblici che spesso vantano liste d’attesa di oltre un anno (ed a 40 anni d’età non c’è molto tempo) quelle effettuate da privati hanno costi assai variabili, spesso piuttosto elevati (nel caso della ICSI anche superiori a 5mila euro per tentativo) . Quello che conta principalmente però è la personalizzazione delle terapie cioè quanto un medico o un centro si dedica a quello specifico caso o a quello specifico paziente adattando tutti i protocolli alla diversità delle singole coppie. Infatti i risultati dipendono molto dalla personalizzazione dei trattamenti e i fallimenti costano molto sia in termini economici che psicologici. Ecco allora che una coppia può facilmente capire se un centro personalizza i trattamenti sia perché ha la sensazione dell’accuratezza con cui vengono fatte le cose sia perché vede se le coppie hanno fatto percorsi “fotocopia”. Il risparmio non necessariamente è solo nel fare un ciclo di PMA senza spendere (magari perché il centro è pubblico), ma anche di eseguire una terapia che offra il massimo delle possibilità di successo. Il fatto che i trattamenti si facciano 7 giorni su 7 indica infatti che la personalizzazione è massima. Anche in caso di centri pubblici i trattamenti non sono senza costi perché ricadono, anche se indirettamente, sui cittadini visto che la regione di appartenenza delle coppie infertili paga comunque il conto (ad esempio una coppia calabrese che si reca a Milano per un ciclo di PMA costringe la propria regione a rifondere quella lombarda dei costi sostenuti). Tuttavia centri pubblici ospedalieri rischiano oggi di ridimensionare le prestazioni o di ritardarle nel tempo proprio per la richiesta politica di riduzione delle spese sanitarie, visti i buchi di bilancio di molte regioni.

Prezzi alti, obiettivo non raggiunto. Ci cono sicuramente centri di PMA che abbinano il massimo della personalizzazione nei trattamenti alla richiesta di onorari accettabili. Infatti, è noto che spesso non si raggiungono i risultati al primo tentativo. La domanda che le equipe mediche dovrebbero allora porsi è: quante volte una coppia ( che ha comunque in genere un budget limitato) potrà permettersi di ripetere il tentativo di Fecondazione assistita? Un centro privato che non usa il criterio di personalizzazione non risponde a quei criteri di qualità e moderazione dei costi che oggi appaiono fondamentali.

La qualità nei particolari. È molto importante per una coppia non stancarsi di confrontare, valutare e approfondire non solo il capitolo “costi economici” quando si accingono ad affrontare il tema della fecondazione assistita. Pari importanza ha anche la qualità. E’ proprio la ricerca della qualità alla fine che consente davvero di risparmiare. La qualità traspare da tanti particolari, come la disponibilità e la pazienza di tutto il personale, la meticolosità con cui si fanno le cose, l’umanità che sta dietro i singoli professionisti e che si scorge facilmente quando si viene a contatto con loro.

Non bisogna cioè stancarsi di chiedere, approfondire e chiarire. Si tratterà in fondo di una specie di test che consentirà di selezionare le strutture (pubbliche o private) più rispondenti a quei criteri di qualità e personalizzazione che sono le regole auree per le scelte giuste.

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Twitter: @Claudio_Manna

 

 

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