Di fronte ad una coppia sterile, il ginecologo deve riuscire ad aprire un canale di comunicazione
La diagnosi di sterilità può essere formulata dal ginecologo quando una coppia non raggiunge il concepimento dopo 12 mesi di rapporti sessuali non protetti e con frequenza regolare. Il primo approccio alla coppia sterile o infertile da parte del medico specialista deve prevedere un’accurata anamnesi ed esame clinico di entrambi i partner, una valutazione dell’assetto ormonale e valutazioni strumentali (ecografia pelvica, isterosonosalpingografia, isteroscopia ed eventuale laparoscopia diagnostica nella donna, spermiogramma, spermiocoltura ed eventuale ecografia testicolare nell’uomo).
La terapia medica nella donna si rivolge ai casi di sterilità da causa prevalentemente ormonale (assenza di ovulazione, insufficienza del corpo luteo, disendocrinie extragonadiche, malattie metaboliche gravi). Nell’uomo, invece, le cause possono riguardare sono l’insufficienza testicolare secondaria con bassi livelli di gonadotropine e l’ipogonadismo normogonadotropo. Sia per l'uomo che per la donna queste problematiche possono essere affrontate e spesso risolte attraverso il ricorso ai farmaci.
Un consiglio che posso dare ai colleghi è di dare massima attenzione alla prima visita. Questa è fondamentale per conoscere la coppia. E’ essenziale, per riuscire a raggiungere gli obiettivi sperati sia sotto il profilo tecnico che sotto quello umano, creare un’alleanza tra il medico e la coppia infertile. Infatti, il rapporto tra medico e la coppia infertile si basa su pochi essenziali capisaldi. È fondamentale ovviamente il “lavoro tecnico”, cioè la capacità tecnica del medico di risolvere il problema. Ma questo non basta. Nella terapia dell'infertilità è necessaria la comunicazione e la sua gestione contemporanea ai risultati (anche quelli negativi) ottenuti sotto il profilo tecnico.
Il primo passo concreto da fare nella diagnosi è di individuare la causa dell’infertilità, laddove possibile. Quando tutte le indagini sono state effettuate ed emerge una diagnosi (o la sua mancanza come nel caso dell’infertilità “sine causa”) si decidono le terapie più idonee. Tra quelle mediche vi è l’induzione dell’ovulazione in caso di anovulazione o in presenza della Sindrome dell’ovaio policistico. Oppure la stimolazione ovarica che si attua nell’infertilità inspiegata.
Le terapie mediche andrologiche possono avvalersi di antibiotici per curare le infezioni, di gonadotropine per migliorare la spermatogenesi, oppure di sostanze antiossidanti per preservare il DNA degli spermatozoi.
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