La menopausa è ereditaria. Così è possibile sapere prima quando non si sarà più fertili
La riserva ovarica di ogni donna e quindi la propria fertilità è legata all'età della menopausa della propria madre. A questa conclusione sono giunti alcuni ricercatori danesi dell’Università di Copenhagen guidati dal Dr. Bentzen che hanno presentato al recente Meeting ESHRE tenutosi a Stoccolma uno studio su 863 donne sane tra i 20 ed i 40 anni che lavoravano nella stessa Università.
Il team di ricerca ha indagato la menopausa delle madri, mentre nelle figlie è stato misurato anzitutto l’AMH che è un ormone prodotto dalle ovaie e riflette la capacità di produrre follicoli (più è alto maggiore è la riserva ovarica definibile come la capacità di sviluppare follicoli ovulatori in una donna sia in ciclo naturale che soprattutto in seguito a stimolazione con farmaci). Inoltre, sono state eseguite ecografie per valutare il numero dei piccoli follicoli (“follicoli antrali”) presenti in entrambe le ovaie. Questo numero fornisce informazioni sull’età riproduttiva in modo molto fedele. Infatti, più follicoli antrali ci sono in un ovaio più tardi arriva la menopausa. Inoltre in questi casi un numero maggiore di follicoli si sviluppa quando le ovaie vengono stimolate in caso di terapie dell’infertilità come nelle tecniche di Fecondazione assistita.
I ricercatori hanno visto in modo chiaro che le madri giunte in menopausa più tardi corrispondevano a figlie con AMH più alto e con un maggior numero di follicoli antrali. Tutto questo anche indipendentemente da certe abitudini di vita come il fumo delle madri in gravidanza o delle figlie nel corso della vita di queste ultime. Queste osservazioni sono state particolarmente evidenti quando le madri analizzate sono andate in menopausa prima dei 45 anni o dopo i 55 anni. Riguardo questo secondo gruppo, si è visto anche che la riserva ovarica delle figlie restava stabile fino a 40 anni (quando normalmente già dai 35 anni inizia a ridursi in maniera drastica).
L’aspetto pratico di questo studio riguarda tutte le donne che desiderano essere consapevoli presto delle loro capacità riproduttiva per poter pianificare meglio la loro vita anche in relazione ad altri aspetti come quelli lavorativi. E’ evidente che una donna in cui la madre abbia raggiunto la menopausa verso i 45 anni ha possibilità riproduttive piuttosto ridotte quando pospone la decisione di avere un figlio dopo i 35 anni, soprattutto se è presente contemporaneamente un’infertilità di coppia. In questo caso infatti se la donna dovesse eseguire una FIVET o una ICSI potrebbe avere scarse possibilità di successo in quanto produrrebbe pochi follicoli ed un numero limitato di ovociti da fecondare. In questa evenienza se per vari motivi non fosse possibile accelerare la decisione riproduttiva, la crioconservazione dei propri ovociti ad un’età molto giovane potrebbe essere un’opzione praticabile visti i recenti successi delle tecniche di crioconservazione ovocitaria.
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|




Andrologia