Sindrome dell’Ovaio Policistico e pillola: pro e contro

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Lunedì 02 Luglio 2012 00:00 Scritto da Francesca Sagnella
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Gli effetti della sindrome dell'ovaio policistico possono essere ridotti con la pillola. Ma attenzione alla scelta

Gli effetti della sindrome dell'ovaio policistico possono essere ridotti con la pillola. Ma attenzione alla scelta

ovaio-policistico_30La Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS) causa alterazioni della sfera riproduttiva (irregolarità del ciclo mestruale, assenza dell’ovulazione), disordini ormonali e metabolici (in particolare insulino-resistenza e iperinsulinemia). Ma i suoi effetti possono essere controllati attraverso l’uso della pillola.

Questa sindrome comporta delle ripercussioni “estetiche” , come l’irsutismo (eccesso di peli), l’acne, l’alopecia (perdita di capelli) e il sovrappeso, che sono causa frequente di disagio psicologico e di rilevanti difficoltà nell’ambito della vita di relazione.

Le donne affette da PCOS, che non abbiano desiderio di immediato concepimento, possono trarre grande beneficio dal trattamento con la pillola estro-progestinica (EP) che, come opzione terapeutica, esercita numerosi effetti positivi. Gli estro-progestinici, infatti, riducono la produzione di androgeni (ormoni maschili) e stimolano il fegato a produrre una quota maggiore di SHBG (proteina che lega gli androgeni nel sangue). L’aumento dei livelli di SHBG induce una diminuzione di androgeni liberi, principali responsabili dell’insorgenza di acne, irsutismo, alopecia e seborrea.

Di fondamentale importanza è la scelta della pillola da utilizzare in queste pazienti. Esistono infatti numerose formulazioni contenenti molecole e dosaggi differenti. Uno degli aspetti principali da valutare è la componente progestinica, perché quest’ultima può avere un potere androgenico più o meno forte (ossia comportarsi come ormone maschile). È importante quindi scegliere un progestinico poco androgenico o che abbia, addirittura, azione anti-androgenica . Va sottolineato che i benefici del trattamento della lla pillola non sono immediati, ma si concretizzano in un periodo di tempo di almeno 6-9 mesi. Oltre che al miglioramento dell’acne, dell’irsutismo, dell’alopecia e della seborrea, gli EP contribuiscono pure alla protezione dell’endometrio (la mucosa che riveste internamente l’utero) delle donne affette da PCOS. Queste pazienti, infatti, sono spesso soggette ad iperplasia endometriale (ispessimento della mucosa causato dalla presenza di estrogeni in assenza di produzione ciclica di progesterone, ormone prodotto in seguito all’ovulazione). Non vanno però trascurati i possibili effetti avversi degli estro-progestinici sul metabolismo glucidico (spesso già alterato in queste pazienti) e sulla coagulazione.

In conclusione, la pillola rappresenta un ottimo trattamento per alcune manifestazioni della PCOS, qualora venga scelta da uno specialista esperto che sia in grado di inquadrare le problematiche della paziente e che sappia, quindi, personalizzare la scelta del farmaco.