Sangue cordonale, come funziona la raccolta e la gestione?

 
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La raccolta e la gestione avviene attraverso le “banche”. Sono 15 su tutto il territorio nazionale

cordone-ombelicale-fotoIl sangue cordonale raccolto viene gestito da una “Banca pubblica”, una struttura che coordina sul territorio tutte le attività riguardanti la donazione volontaria, la raccolta del sangue al momento del parto, la conservazione delle unità ed il loro rilascio per trapianto.

Questa banca ha il compito di valutare che tutte le fasi del processo, dalla donazione fino alla distribuzione per uso terapeutico del sangue cordonale. La struttura garantisce che tutti questi processi vengano effettuati secondo rigorosi criteri di qualità. Opera in stretta collaborazione con i Centri di raccolta del sangue cordonale presso i punti nascita e con la Rete delle banche italiane del sangue del cordone ombelicale.

In Italia le banche del sangue cordonale conservano le donazioni per metterle a disposizione dei pazienti in attesa di trapianto di cellule staminali emopoietiche (quelle cioè che devono generare i vari tipi di cellule che compongono il sangue). Le banche italiane fanno parte del Servizio Sanitario Nazionale. La prima Banca è nata a Milano nel 1993. Attualmente l’Italia conta 15 banche presenti sul territorio nazionale. A Roma presso il Policlinico Umberto I è attiva dal 1994 la prima istituita nel Lazio. Nel 1997 si è costituita una seconda presso l’Ospedale S. Eugenio. Attualmente queste due banche conservano e mettono a disposizione dei pazienti in cordone-ombelicale-italiaattesa di trapianto più di 1.200 unità di cui oltre 40 sono state trapiantate in pazienti di tutto il mondo. Recentemente anche al Policlinico Gemelli è stata istituita una nuova Banca. Ogni unità riceve il sangue cordonale dai Centri di raccolta, situati presso i punti nascita collegati a questa. La prima Banca nel mondo è nata a New York nel 1992. Nei primi 12 anni di vita ha ricevuto più di 25.000 donazioni e più di 1.500 sono state utilizzate per trapianto.

Le banche italiane hanno attualmente un patrimonio di circa 21.000 unità e lavorano tutte in rete in modo che possa avvenire un continuo scambio di informazioni. I dati relativi alle caratteristiche biologiche delle unità di sangue cordonale conservate (cellule, volume, tipizzazione HLA) sono archiviati, in forma anonima, in una banca dati nazionale. Ogni settimana i dati, aggiornati, sono inviati a Genova all’IBMDR, il Registro italiano dei donatori volontari di midollo osseo e di cellule staminali del cordone ombelicale. Questo registro ha lo scopo di fornire ai soggetti in attesa di trapianto di Cellule Staminali Ematopoietiche (CSE), privi di un donatore consanguineo (familiare HLA compatibile), un volontario adulto o una unità di sangue cordonale, non familiari con caratteristiche immunogenetiche tali da consentire il trattamento terapeutico con buone probabilità di successo, cioè senza rigetto. L’IBMDR interagisce con i Registri Internazionali e con la Rete Internazionale delle Banche di sangue di cordone ombelicale (Netcord).

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