Trombofilia e terapia antitrombotica nella prevenzione dell’aborto

 
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Trombofilia e terapia antitrombotica nella prevenzione dell’abortoLa trombofilia è una patologia legata ad una forma genetica alterata dei fattori della coagulazione del sangue, questo provoca un aumento di rischio trombosi per chi ne è affetto. Spesso tale patologia è silente, presentando vari gradi di intensità ed è anche legata alla presenza di altri fattori di rischio legati allo stile di vita. Una parte significativa della popolazione è affetta da queste anomalie dei fattori della coagulazione, ma la minor parte di questi sviluppa situazioni patologiche importanti.

Anche se una associazione tra trombofilia e la perdita di gravidanza è stata osservata in molti studi, poco si sa circa i meccanismi fisiopatologici alla base di questa associazione. Studiando negli ultimi 30 anni l'associazione tra trombofilia e la perdita di gravidanza, si è molto analizzata l'efficacia della terapia antitrombotica per le donne con perdita di gravidanza sia in presenza che in assenza di fattori della coagulazione.

Da una revisione completa della letteratura fatta dall’Università di Amsterdam sull’associazione tra trombofilia e la perdita di gravidanza, i meccanismi fisiopatologici e l'efficacia della terapia antitrombotica per aumentare la possibilità di una gravidanza a termine si è evidenziato che tale associazione varia a seconda del tipo di trombofilia, ad esempio la presenza di sindrome da anticorpi antifosfolipidi rispetto a forme di trombofilia ereditaria e anche in base al tipo di perdita di gravidanza, cioè se si è in presenza di aborto singolo o ricorrente e del periodo in cui avviene l’aborto .

Si è ipotizzato, ma c’è bisogno di ulteriori verifiche, che il meccanismo con cui la Trombofilia può agire, sarebbe quello di non permettere il giusto apporto di ossigenazione del l’embrione o del feto, inducendo trombosi nei vasi della decidua o mettendo in pericolo la formazione della placenta a causa della ipercoagulabilità e per la presenza di infiammazione.
Per le donne con sindrome da anticorpi antifosfolipidi, studi ancora di piccole dimensioni suggeriscono un effetto benefico della terapia antitrombotica, ma ulteriori studi saranno essenziali per una conferma.

Essendo le forme di trombofilia non tutte identiche, ma dovute a svariate forme di mutazioni geniche, che possono essere presenti in una persona come singole o anche multiple mutazioni, queste possono assumere una diversa importanza e produrre effetti blandi o più consistenti a seconda del tratto di gene coinvolto.

Se la terapia antitrombotica aumenta la possibilità di di avere un parto a termine in donne con trombofilia ereditaria non è ancora ben stabilito. Invece recenti studi hanno costantemente dimostrato che la terapia antitrombotica durante la gravidanza , in donne con aborto spontaneo ricorrente inspiegabile, non aumenta il rischio di complicanze durante il parto.Ulteriori studi sul ruolo della coagulazione nella riproduzione e sulle variabili delle sindromi da trombofilia sono necessari per fornire una solida base per la pratica clinica .

Da Hum. Reprod. Update, 19(5) 2013

 

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