Il tutor delle coppie nel percorso di Fecondazione Assistita

 
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Tra bisogni pratici e ascolto attivo

il tutor delle coppie nel percorso di fecondazione assistitaIn Italia una coppia su quattro ha problemi di infertilità, quindi ha difficoltà a concepire. Molte di queste coppie, dopo anni di tentativi "naturali" decidono di affidarsi alle tecniche di "fecondazione assistita".

Obiettivo di questo articolo non è dimostrare la validità di teorie, né tantomeno dimostrare quanto gli aspetti psicologici influiscano nei problemi legati alla fertilità. Obiettivo di questo articolo è, infatti, far conoscere una nuova figura professionale che sembra essere importante e funzionale all’interno delle cliniche che si occupano di fecondazione assistita, sia per le persone che si affidano all’equipe medica, che per l’equipe stessa. La figura di cui si sta parlando è il "tutor della coppia"

L’idea é già esperienza presente presso i centri Genesis e Biofertility del Prof. Manna.

Come nasce
Nella vita faccio lo psicoterapeuta. Qualche anno fa, capitò a studio una coppia di coniugi che non riusciva ad avere figli. Con il consiglio di amici decisero di rivolgersi ad una clinica che si occupava di fecondazione assistita.
È così che iniziano il loro lungo ed impegnativo viaggio che, dopo vari tentativi, li porta a realizzare il sogno di avere un bambino.
È così che mi ritrovo catapultato con curiosità e spirito di ricerca in un mondo a me sconosciuto fino a quel momento. Inizio così a leggere tutti i forum sui quali le donne si scambiano informazioni sui centri, sulle tecniche, sui valori da controllare, sui farmaci da usare e sui tempi di somministrazione. Un elenco lunghissimo di "compiti e pratiche da svolgere" scritto sulla superficie di un mare che, tra le onde lascia intravedere l'abisso dei vissuti emotivi di cui nessuno si prende cura. Era così, un po' di tempo fa, quando iniziai a studiare la materia e le sue molteplici implicazioni, è così, spesso, ancora oggi.
Dove sono le emozioni di queste donne? Dov'è la loro rabbia, la loro paura, la loro speranza, la loro tristezza? Dov'è il vissuto di solitudine e la frustrazione?
In una sola domanda: Dove sono le persone?
Niente. Le persone sono diventate il loro problema, la loro patologia. Quasi come una macchina da aggiustare poiché difettosa.
Ancora, che ne pensano queste donne di tutto ciò? E gli uomini? E la coppia?
E in che modo vorrebbero essere sostenute in questo viaggio?
Se ci si confronta con persone che hanno affrontato o che stanno affrontando questo tipo di percorso, quello che emerge é il bisogno di essere sostenute sia emotivamente che tecnicamente nelle varie fasi, e soprattutto nello spazio e nel tempo che intercorre tra una visita medica e l’altra, cioè quando il personale medico e paramedico non è fisicamente presente.
Molte di loro si sentono abbandonate dall’equipe medica che non riesce spesso a soddisfare tali bisogni. In effetti, molti medici confermano il fatto che spesso, anche spiegando dettagliatamente il piano terapeutico, una volta uscite dallo studio, molte delle donne prese in cura, iniziano a cercare ripetutamente il confronto e il contatto con il personale medico. In realtà volendo entrare più nel merito, quello di cui lamentano è la mancanza di un ascolto attivo ed empatico.
È quando la donna torna a casa, infatti, che il senso di vuoto, le ansie e le preoccupazioni irrompono prepotenti. È in questo momento che le decine e decine di domande non riescono a trovare risposte.
La responsabilità è dei medici? Non credo. I medici fanno il loro lavoro e non sono formati, quindi non è loro competenza occuparsi di questi aspetti. Qualcuno allora potrebbe obiettare dicendo che è presente il servizio di sostegno psicologico.
È vero, per legge tutte le cliniche che si occupano di fecondazione assistita devono avere all’interno dell’equipe la figura dello psicologo e/o dello psicoterapeuta, anche se, parlando con molti operatori del settore sembra siano figure poco richieste da chi ne potrebbe usufruire.
In che modo dunque si può affrontare la situazione?
Come operatori del benessere ci si deve assumere la responsabilità di offrire un servizio che funzioni e che soprattutto sia d’aiuto alle persone.
È così che nasce la figura del "tutor delle coppie".

Chi è e cosa fa il "tutor delle coppie?"
Una persona che accompagna la coppia.
Un professionista esperto di relazione umana, capace di offrire un ascolto attivo ed empatico e che attraverso lo studio e la ricerca abbia maturato conoscenze tecniche e pratiche delle problematiche di medicina della riproduzione.
Nel contesto della clinica e/o del centro, non fa psicoterapia.
Nello specifico risponde prontamente sia ai bisogni pratici che emotivi della donna, dell’uomo e della coppia durante le fasi "critiche" del percorso.
Il tutor lavora per umanizzare il luogo di lavoro e il rapporto tra medici e pazienti.
Esperienze di tanti anni nella gestione dei centri di fecondazione assistita, infatti, hanno messo in evidenza che la personalizzazione dei trattamenti non va fatta solo aggiustando la stimolazione o certe procedure di laboratorio. La personalizzazione nasce anzitutto dalla comprensione delle soggettività, quindi della diversità di ogni paziente e dei bisogni che ne conseguono.

Quali sono le fasi "critiche"?

• Primo colloquio
• Inizio stimolazione
• Somministrazione farmaci
• Eventuali effetti dei farmaci
• Pick up
• Transfer
• Post transfer
• Fallimento del tentativo
• Problemi andrologici

Come lo fa?
• Innanzitutto con la presenza costante fisica (primo colloquio, pick up, transfer, dopo transfer), ed e-mail (dubbi, domande, somministrazione farmaci, prelievi)
• Attraverso l’ascolto attivo ed empatico. E cioè dare alle persone la possibilità di uno spazio protetto in cui poter essere aiutate ad esprimere i propri pensieri più strani, le proprie preoccupazioni, i propri dubbi su come districarsi all’interno del percorso medico, nella somministrazione dei farmaci, i propri vissuti emotivi.
• Insegnando tecniche di respirazione e rilassamento.
• Facilitando la comunicazione tra medico e paziente.
• Facilitando la comunicazione emotiva all’interno della coppia in questo percorso faticoso.

 

 

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